A Luino la partita delle amministrative 2026 è ancora lontana dall’essere formalmente aperta, ma il confronto politico comincia già a prendere forma. E, come spesso accade, più che annunci ufficiali sono le dinamiche sotterranee a offrire i primi indizi. In questo contesto, nelle ultime settimane un nome torna con insistenza nelle conversazioni del centrodestra: quello di Andrea Pellicini, già alla guida della città per due mandati tra il 2010 e il 2020.
Non si parla di decisioni prese, né di candidature proclamate. Piuttosto di una convergenza progressiva, maturata nel tempo, che vedrebbe l’ex sindaco come figura in grado di tenere insieme l’intera coalizione. Un’ipotesi che, secondo quanto trapela dagli ambienti politici locali, sarebbe guardata con favore da tutte le principali forze del centrodestra, intenzionate questa volta a presentarsi compatte all’appuntamento elettorale.
Un’unità cercata, dopo le divisioni
Il ragionamento che circola è semplice: evitare la frammentazione che aveva caratterizzato la scorsa tornata e puntare su un profilo già conosciuto, con esperienza amministrativa e riconoscibilità. In questa chiave, le alternative ipotizzate nei mesi scorsi – emerse soprattutto nel periodo pre-natalizio – sembrano progressivamente perdere consistenza.
C’è chi, con una certa enfasi, parla addirittura di una candidatura “quasi certa”. Ma sono valutazioni che restano confinate nel campo delle ipotesi, perché il tempo della politica ufficiale, soprattutto a livello locale, segue ritmi più lenti e attendisti.
La cautela dell’interessato
Interpellato sulle voci che lo riguardano, Pellicini non si presta al gioco delle anticipazioni. Il parlamentare ha più volte ribadito che, in questa fase, la sua priorità resta l’attività svolta a Roma, in particolare il lavoro sul referendum della giustizia. Un percorso lungo e complesso, iniziato in Commissione Giustizia e proseguito in Aula, che – come ha spiegato – si trova ora in un passaggio decisivo.
Una posizione che contribuisce a mantenere il quadro volutamente sfumato: nessuna smentita, ma nemmeno aperture esplicite. Un equilibrio che lascia spazio alle interpretazioni senza sbilanciarsi.
Un mosaico ancora incompleto
Ma anche sull’altro fronte non mancano i movimenti. L’attuale maggioranza che fa capo a “Proposta per Luino” sembrerebbe orientata a riproporre l’ossatura dell’attuale progetto amministrativo, pur con qualche inevitabile aggiustamento. In questo scenario, il nome di Enrico Bianchi viene indicato come possibile perno di una ricandidatura, anche se pure qui mancano conferme ufficiali.
Diverso il percorso dei civici Marco Massarenti e Furio Artoni, che hanno già dichiarato apertamente la loro intenzione di correre, contribuendo ad ampliare un quadro che appare destinato a diventare sempre più articolato.
La sensazione, a oggi, è che a Luino la vera partita non sia ancora sui nomi, ma sui tempi e sugli equilibri. Le urne sono lontane, ma le manovre sono già iniziate. E il nome di Pellicini, piaccia o meno, è tornato a occupare il centro della scena.













