Mai più bollette in contanti Parte la petizione online

Mai più bollette in contanti
Parte la petizione online

«Chiediamo, ai rappresentanti nei Parlamenti Italiano e Europeo, di modificare le normative, in materia Sepa, per tagliare i costi occulti». Questa la petizione lanciata da Adolfo Guzzetti, proprietario del sito web Agvideo.

Al centro della raccolta firme il progetto Sepa (Single Euro Payments Area), entrato in vigore lo scorso febbraio, e che viene spiegato da Bankitalia come un progetto che «mira ad estendere il processo d’integrazione europea ai pagamenti al dettaglio in euro effettuati con strumenti diversi dal contante, con l’obiettivo di favorire l’efficienza e la concorrenza all’interno dell’area dell’euro». Insomma la questione sollevata da Guzzetti è strettamente legata all’entrata in vigore dell’obbligatorietà del Pos per commercianti e liberi professionisti.

«Il problema non è da poco – spiega -, infatti tutte le persone che adesso vanno in Posta a pagare con i bollettini postali, dai prossimi mesi non lo potranno più fare in contanti, perchè i bollettini si potranno pagare con pagamenti tracciati: si potrà quindi pagare solo tramite conti correnti, o con bancomat o carte di credito. Ogni

cittadino Europeo avrà un codice di debito, che servirà per pagare le utenze». Il “Codice identificativo del creditore” permette di identificare in maniera univoca, e all’interno di tutta l’area Sepa Ue, all’azienda che incassa con addebiti diretti: «quindi s’accenderà una lucetta nella cabina di regia dell’eurofisco quando a pagare le utenze sarà un disoccupato privo del benché minimo sostentamento».

Per ogni vecchia utenza Rid, dal 1° febbraio 2014 si è passati al sistema Sepa, alcuni Istituti di Credito fanno anche pagare delle spese aggiuntive oltre l’addebito della fattura. «Si può arrivare a pagare circa 80 euro in più all’anno, per ogni persona o nucleo familiare, dipende dal numero di utenze che vengono addebitate sui conti correnti bancari. Si parla di molti soldi, che vanno dove? Prima i Rid erano gestiti tramite la Banca d’Italia e non erano a pagamento, adesso si deve sottostare alla normativa Europea, si chiamano Sepa e a volte sono a pagamento».

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