Malgesso dà l’addio a Fadel “Perdere due figli è troppo”

MALGESSO Hanno trasportato il feretro a spalla e l’hanno accompagnato fino al cimitero di Malgesso per la tumulazione. Si è tenuto ieri pomeriggio nella sala consigliare di Malgesso l’ultimo saluto al giovane Fadel Yabre, il diciassettenne del Burkina Faso inghiottito dalle acque del Lago Maggiore mercoledì scorso. Sala consiliare gremita con tanti amici, parenti e semplici conoscenti. Tutti sconvolti da una tragedia disumana, che ha visto la morte di un ragazzo di 17 anni. Una circostanza agghiacciante,

ricordata dal sindaco di Malgesso, Luigi Franzetti: «A distanza di pochi mesi – dice commosso il primo cittadino – siamo ancora qui a piangere per un lutto così grave. Un lutto che ha colpito per ben due volte la stessa famiglia. Fadel ci ha lasciato, come aveva fatto quattro mesi fa il fratellino Mohamed. Non ci sono parole per esprimere la nostra amarezza. Saremo vicini come amministrazione a una famiglia che in questo momento ha bisogno di grande aiuto e solidarietà». Lo scorso mese di febbraio, infatti, il fratellino di Fadel, Mohamed morì investito da una macchina mentre giocava davanti a casa. La cerimonia è andata avanti con i ricordi e le lettere lette dalla gente: «Ci pare – dice Lina Taverna, amica della famiglia – di rivivere il commiato di quattro mesi fa, proprio in quella occasione guardavamo te e tua sorella e leggevamo sui vostri volti sfatti dal dolore l’incredulità per quanto era successo. Fadel aveva un’età bellissima, piena di sogni, ma i sogni non si possono toccare, si vivono ma tu non ne hai avuto il tempo. Proprio il giorno prima della tragedia ero in casa tua e mi parlavi, mi esponevi i tuoi problemi che erano simili a quelli dei tuoi coetanei: volevi la tua vita libero, senza intralci da parte di nessuno, nemmeno dei tuoi genitori e quel giorno su quella spiaggia non c’erano con te mamma e papà, non ti hanno intralciato. Eri solo con te stesso, perché non hai saputo difenderti? Alla tua età è facile illudersi di essere in grado di badare a sé stessi, ma non è così. Sorridi a chi ha il volto rigato di lacrime e chiedi a Dio di donare loro quella serenità che ogni genitore si merita dopo un’intera vita di rinunce e sacrifici».
Alla cerimonia ha presenziato anche il console per la Lombardia del Burkina Faso, Michele Gandini: «La perdita di un figlio – dice – spacca il cuore, la perdita di due figli è troppo. Commemoriamo per la seconda volta una morte assurda ma dobbiamo farci forza. Mi faccio portavoce della famiglia per ringraziare le autorità e le istituzioni che ci hanno aiutato in questi momenti difficili».

b.melazzini

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