Malpensa–Fiumicino, stop ai voli Aeroitalia nonostante 100mila passeggeri in un anno

La rotta chiuderà a fine marzo. Il CEO Intrieri: “Non è il mercato a bocciare il collegamento, ma l’assenza di una visione di sistema”

Centomila passeggeri trasportati in poco più di un anno, senza contributi pubblici e in pieno regime di mercato. Numeri che raccontano un risultato tutt’altro che negativo, ma che non sono bastati a salvare il collegamento aereo tra Malpensa e Fiumicino operato da Aeroitalia. L’ultimo volo è previsto per la fine di marzo: con l’avvio della stagione estiva, la rotta non sarà più attiva.

A confermarlo è Gaetano Intrieri, amministratore delegato della compagnia italiana, che rivendica la scelta fatta oltre un anno fa di investire sul collegamento tra i due principali hub nazionali. «Abbiamo creduto – e crediamo ancora – che collegare con più frequenze giornaliere il Nord-Ovest del Paese con la Capitale fosse una scelta strategica», spiega. «Non si trattava di un semplice volo point-to-point, ma di un’infrastruttura di sistema, un ponte tra due poli economici fondamentali».

A dimostrazione della validità dell’operazione, Intrieri cita proprio i dati di traffico: 100mila passeggeri trasportati senza alcuna forma di sostegno economico. Un risultato che, secondo il CEO, rende ancora più evidente una disparità di trattamento: «Rotte molto meno “di sistema” continuano a essere sostenute economicamente, mentre chi prova a costruire un collegamento strutturale tra i due hub italiani viene lasciato solo. Ancora una volta prevale la logica dell’incentivo a breve termine, non quella del sistema Paese».

La decisione di chiudere la tratta, tuttavia, sarebbe legata soprattutto a motivazioni operative. In primavera sono infatti previsti lavori sulla pista di Malpensa che, fino ad aprile, ridurranno la disponibilità degli slot sulla rotta a uno solo: partenza al mattino da Malpensa e rientro esclusivamente in serata. «Questo significa – sottolinea Intrieri – avere un aeromobile fermo a Roma per circa dodici ore. In queste condizioni la rotta diventa insostenibile per qualsiasi operatore. Non facciamo operazioni di facciata solo per dire che il collegamento esiste».

A rafforzare questa lettura interviene anche l’associazione Aeroporti Lombardi, che in un post ha evidenziato come i livelli di riempimento dei voli fossero buoni, sia nella prima fase operativa con velivoli ATR a elica, sia successivamente con l’impiego di jet. Un ulteriore elemento che porta il CEO di Aeroitalia a ribadire la propria posizione: «Non è il mercato a bocciare il collegamento tra Malpensa e Fiumicino. È, ancora una volta, la mancanza di una visione strategica complessiva».