Roma, 9 set. (TMNews) – “Non ci fermeremo neppure dopo l’approvazione della manovra. E non ci fermeremo alla mobilitazione di piazza. Stiamo già preparando con i nostri consulenti legali i ricorsi sui singoli punti della manovra, a cominciare dal contributo di solidarietà solo per i pubblici dipendenti”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in uno dei passaggi della sua relazione al comitato direttivo convocato dopo lo sciopero generale e alla vigilia del voto finale della manovra in Parlamento.
Sono molti i punti della manovra, secondo Camusso, “che rischiano l’eccezione di incostituzionalità”. Tra quelli indicati oggi dalla numero uno di corso Italia, c’è il contribuito di solidarietà che è stato introdotto solo per i pubblici dipendenti. “Una norma che introduce una doppia discriminazione. Il nostro compito è perciò anche quello di difendere le professionalità pubbliche che si vogliono colpire. Vogliamo portare questa norma alla Corte Costituzionale”.
Un altro ricorso legale sarà quello relativo alle norme sul money transfer, alla cosiddetta ‘tassa sulle rimesse’, ovvero il trasferimento monetario all’estero che è stato modificato dalla manovra in modo peggiorativo verso i lavoratori immigrati che hanno bisogno di mandare i soldi alle proprie famiglie. “Una norma ispirata evidentemente dalla Lega – ha spiegato il numero uno della Cgil – che ha come obiettivo proprio i lavoratori immigrati presenti nel nostro Paese. E ancora una volta si cerca una strada per colpire irregolarità imposte dai datori di lavoro”.
Un altro punto di attacco della leader sindacale è stato quello relativo all’articolo 9 della manovra che prevede “la reintroduzione di veri e propri ghetti per le persone disabili e che in generale reintroduce nel nostro Paese discriminazioni profonde e incivili tra lavoratori ‘normali’ e lavoratori disabili”. Infine, sempre tra i capitoli dei ricorsi giudiziari contro la manovra dopo la sua approvazione c’è la battaglia più calda in questo momento: quella contro l’articolo 8 della manovra. “La Cgil chiede la cancellazione della norma dalla manovra” ha ribadito Camusso nel sottolineare che, nel caso dovesse essere confermata, “si aprirà la strada ai ricorsi giudiziari.
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