Maria Sharapova, un po’ come Igor Stella. Fu messo in croce solo per una pomata

Maria Sharapova, un po’ come Igor Stella. Fu messo in croce solo per una pomata
La tennista russa confessa l’uso di un medicinale proibito e si scatena il finimondo. L’opinione di Daniele Cassioli

Sono scosso come atleta dalle ultime vicissitudini che stanno interessando la tennista russa Maria Yuryevna Sharapova, risultata positiva a un controllo antidoping in occasione degli Australian Open. La positività riguarda un farmaco (Meldonium) il cui principio attivo, in origine utilizzato per combattere le ischemie, ha proprietà stimolanti e antifatica. Le reazioni seguite alla sua confessione sono state ben distinte: le figure istituzionali l’hanno condannata mettendone in dubbio i successi fin qui ottenuti mentre diversi atleti ne hanno preso le difese. Senza dubbio è molto grave che al livello di una Sharapova e del suo entourage ci si faccia sorprendere dalla modifica dell’ elenco dei medicinali non consentiti.Però, il passo per considerarla un’atleta dopata è molto lungo e probabilmente azzardato. Il farmaco era permesso fino a poco tempo fa, a prescindere dalle proprietà che possiede. Quindi, era lecito assumerlo, punto e basta. Un atleta costruisce l’efficacia delle proprie performance allenandosi duramente, preparandosi tecnicamente e mentalmente alla prestazione agonistica. Perché non può assumere sostanze lecite senza poi essere giudicato in quanto dopato? Il giudizio diventa lecito e sacrosanto da quando questo Meldonium

è stato inserito nella lista delle sostanze proibite ma che almeno non lo si estenda al periodo precedente a tale cambiamento. Sta di fatto che la Sharapova subirà una squalifica inevitabile e ineccepibile ma non posso e non voglio credere che 58 finali di tornei importanti delle quali 35 vinte e 5 tornei del Grande Slam su ogni superfice li debba al Meldonium! Li deve a se stessa, alla sua competitività e bravura tecnica, come deve alle sue distrazioni (e forse del suo staff) questo tonfo mediatico e sportivo.D’altronde gli atleti a volte subiscono le decisioni riguardanti le sostanze proibite e sta a loro essere precisamente informati. E’ già capitato che pomate topiche che poco hanno a che fare con l’incremento delle prestazioni sportive determinassero squalifiche e sanzioni pesanti. A Varese lo sa bene l’atleta paralimpico Igor Stella squalificato due anni alla Paralimpiadi di Sochi per una pomata che usa da una vita e quindi anche durante la sua attività sportiva in Italia con la squadra di sledge hockey della Lombardia. Regole chiare e da rispettare, informazioni semplice per far capire.

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