«Mi fumo le canne, ma non mi ritengo una drogata». Queste le parole di E.B., una ragazza di 23 anni, che da quando è adolescente consuma regolarmente spinelli. Per ovvi motivi, non scriveremo per esteso il suo nome. E.B. ha provato la prima volta “il brivido” della cannabis in terza superiore.
«Acquistavo l’erba all’ingresso della scuola – racconta -, non sapendo “confezionare” una canna la facevo preparare da amici più esperti». Inizialmente, la giovane varesina fumava uno spinello al giorno, di solito nel pomeriggio. «Ho iniziato a fumare perché vedevo i ragazzi della mia compagnia che lo facevano. Mi piaceva la compagnia e così ho provato e mi è piaciuto. Nessuno mi ha mai obbligato a farlo».
Poi, l’assunzione di cannabinoidi si è intensificata. «Da una canna al giorno sono passata a tre o quattro, principalmente la sera. Era piacevole stare in compagnia e sentirsi la testa leggera». E.B. pochi anni dopo incontra un ragazzo. «Mi ero proprio innamorata – spiega – Lui fumava un sacco di canne e l’erba non gli mancava mai. Così, ho iniziato a stare insieme a lui e a mantenere i suoi ritmi».
Poi, le prime controindicazioni. «Con il passare del tempo, chi mi frequentava mi diceva che mi vedeva un po’ persa. Poi, c’erano gli sbalzi d’umore. Così, ho deciso di diminuire e ho iniziato a fumare quando capita: solo in compagnia, mai da sola. Fumare da sola non è divertente». Ed è proprio per questo che E.B. non si sente una tossico dipendente. «Non mi reputo una drogata perchè posso farne tranquillamente a meno – posso stare tranquillamente diversi giorni senza fumare. Lo faccio quando si crea la situazione giusta». La giovane racconta che quando le capita di fumare marijuana, contenete un’alta percentuale di thc, non si sente bene. «Non mi piace fumare erba troppo forte perché mi procura tachicardia e un po’ di ansia. Lo faccio solo per divertirmi».
Carlo Savoldi, invece, è papà di un ragazzo di 24 anni. Carlo ha 50 anni e sino a quando ne aveva 30 aveva “il vizio” della cannabis. «Fumavo e anche parecchio – commenta – Era un modo per evadere e staccare la spina». Carlo ha iniziato all’età di 17 anni. «Ai miei tempi ero incosciente e, spesso, mi capitava di fare cavolate: non ero, però, uno sprovveduto».
Con il passare degli anni, Carlo ha sempre più diminuito l’assunzione di cannabinoidi sino alla nascita del figlio. «Quando è nato mio figlio ho fumato una cannetta alla sera ancora per un paio di anni. Quando mi sono reso conto che stava crescendo e che era sempre più sveglio ho deciso di smettere e ora non fumo più».
Il figlio, ormai, è grande e Carlo mantiene sempre un occhio vigile senza tralasciare il dialogo. «Parlo da amico a mio figlio dell’esistenza delle sostanze stupefacenti da quando ha 11 anni. Ho sempre cercato di non demonizzarle ma di spiegargli effetti e rischi reali. In merito alle canne non ho mai fatto il catastrofista, ma l’ho sempre messo in guardia sui rischi legali e psicologici nei quali incorre chi consuma droga».
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