«La tangenziale di Varese, . Il pedaggio è troppo pesante. Ma la buona politica si impegna a risolvere i problemi, non a rimpallare le responsabilità». C’è una tiratina d’orecchi anche al suo amico governatore di Regione Lombardia nel “sopralluogo” sulla tangenziale di Varese nell’era del pedaggio che il deputato del Pd ha compiuto proprio giovedì, nelle ore in cui Maroni inaugurava la tratta B1 di Pedemontana tra e.
«Ho percorso la deserta tangenziale di Varese – racconta Marantelli – il costo è di 1,01 euro, è il , 22 centesimi al chilometro». Una constatazione: «Il pedaggio è indiscutibilmente pesante, soprattutto per un tratto di pochissimi chilometri che rischia di non essere sfruttato, con il risultato del congestionamento della viabilità ordinaria – spiega il deputato Pd e – È ingiustificabile soprattutto di fronte all’incertezza sui tempi di completamento delle infrastrutture, visto che il cronoprogramma è già stato rivisto con la tratta D prevista per il 2019. Ma non la voglio buttare in politica: io non mi augurerei la replica dei presidi di protesta che ha fatto la Lega al per aumenti dei pedaggi ben meno consistenti». Ma per Marantelli «di primissimo livello non poteva non prevederlo. Da parte mia, l’ultima delle mie intenzioni è quella di aprire un fronte polemico su questa vicenda. Ma la decisione di molti sindaci e amministratori locali di non partecipare all’inaugurazione della tratta B1 di Pedemontana è un atto forte. Che dovrebbe consigliare che tutti si siedano attorno a un tavolo per individuare una via d’uscita. È questo il ruolo della politica. Se si persegue lo scontro, non ci siamo». Eppure anche ieri il è tornato sull’argomento, ribadendo che su Pedemontana «a Roma dormono. Ci sono progetti per il completamento delle tangenziali di Varese e Como, in attesa di essere approvati dal Cipe, ma mentre nel pre-Cipe di tre giorni fa c’erano due progetti nostri, il Cipe straordinario di oggi è stato convocato solo per Sicilia e Sardegna. Questo la dice lunga sulle difficoltà che abbiamo non a trovare risorse, ma a fare in modo che a Roma qualcuno dia seguito alle richieste che facciamo». di prenderla da un altro verso: «Alla Regione, dopo la nascita di Cal, onori e oneri. L’interlocuzione don il governo va chiesta e praticata – sottolinea il deputato Pd – io mi sono sempre ispirato al principio della collaborazione istituzionale dai tempi in cui, quando al governo c’era Romano Prodi, sono stato relatore in parlamento su Pedemontana e sul federalismo infrastrutturale, senza alcun imbarazzo nel collaborare con la Regione Lombardia di Formigoni, pur dovendo superare qualche ostacolo».
«Così come la scorsa estate, quando su sollecitazione dello stesso presidente Maroni io e siamo andati a Palazzo Chigi a perorare la causa della defiscalizzazione da circa 350 milioni». Insomma, per usare la metafora calcistica tanto cara a Marantelli, a Maroni è stata servita «una palla gol, che non va sprecata e calciata maldestramente in tribuna». Tanto più se si considera che «per domani a Bologna è prevista una manifestazione in cui Lega e Forza Italia si propongono di bloccare l’Italia, mentre noi abbiamo l’obiettivo opposto, che è quello di sbloccare il Paese. Come sbloccare le infrastrutture è quello che penso a cui punti anche il presidente di Regione Lombardia. La contraddizione macroscopica è tutta nel centrodestra».













