Maroso è con noi «Il nonno sta lì sulla sua poltrona»

Lo sport biancorosso, ha reso onore al migliore nell’arco dell’intero lunedì, grazie alla presentazione dell’opera “Peo Maroso – Leggenda del calcio, bandiera del Varese”: il libro è nato dalla penna del nostro Stefano Affolti, arricchito dalla prefazione di Claudio Piovanelli, una carriera a La Prealpina. Progetto grafico e commercializzazione nell’esperienza della Pietro Macchione Editore.

Maroso day, dicevamo: alle 9 in punto Santa Messa di suffragio alla chiesa di Avigno, il suo quartiere, alle 11.30 e alle 18 la doppia presentazione al Ristorante Montello e a Palazzo Estense.

Da Avigno a Palazzo Estense, spazio per chi pone Peo nel denominatore del sentimento.

Rosa, la moglie: «Ha seminato, lo dimostrano tutti questi amici. Da moglie è un punto d’orgoglio».

La nipotina Martina: «Mi manca? No, perché penso sia sempre sulla sua poltrona».

Pietro Carmignani: «Così grande e bello da non essere descrivibile. Pulito nell’anima, da ragazzo e adulto». Ernestino Ramella: «Gli devo tutto, senza Peo non avrei fatto il calciatore. Avevo 14 anni, mi ha visto ed è venuto a portarmi via da Sairano di Zinasco nella Lomellina pavese, a 18 mi ha fatto esordire in B vincendo il campionato».

Silvio Papini: «Continua a essere con noi, con la forza di equilibrio e riflessività. Le sue parole varranno sempre. Se il Varese è ancora qui è grazie a un manipolo di uomini, tra cui Peo».

Il resto del servizio sul giornale in edicola oggi, mercoledì 17 settembre

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