Nella notte tra mercoledì e giovedì prossimo saranno passati cinque mesi dalla morte della famiglia Bottoglia stroncata dal monossido. Da quella tragedia è sopravvissuta solo Licia, che ha perso il marito Fabrizio e i piccoli Luca (campioncino di motocross) e Martino (cuore biancorosso della scuola calcio). In tutto questo tempo il Varese è diventato ormai la famiglia di Licia. Marco Caccianiga è il «custode», per il Varese 1910, dei bambini dai 3 agli 8 anni, e Martino era proprio uno dei suoi angeli.
D’accordo con mamma Licia abbiamo deciso di lasciare da parte la retorica, concentrandoci invece sui fatti.
In onore di Martino, anzi di Martinho visto che aveva i piedi alla brasiliana, è stato dedicato il campetto in sintetico che c’è a fianco del campo a 7 dove si allenano i grandi. Lo abbiamo chiamato «Gabbietta Martino», e lì giocano i bambini della scuola materna e dei primi 2 anni di elementari. Anche Licia è contentissima di questo.
Avevo scritto una frase su Facebook invitando i giocatori a giocare da uomini.
Perché Martino li avrebbe guardati dall’alto, come faceva dal campo fino a pochi giorni prima.
E mister Sottili appese quella frase anche nello spogliatoio, ricordando ai suoi ragazzi l’entusiasmo e la felicità che incarnava il piccolo Martino. Il Varese vinse quella partita e quella cosa mi toccò particolarmente.
Esatto, tra mille burocrazie, ma ce la faremo. Si chiamerà «Il sorriso di Luca e Martino», e servirà per promuovere iniziative ed eventi sportivi rivolti ai bambini in età scolare e prescolare. È la cosa più bella e concreta che potessimo pensare nel ricordo dei figli di mamma Licia.
Quando fu esonerato, mi chiamò esprimendo il suo rammarico per non poter più vedere gli amici di Martino. E mi disse di abbracciare fortissimamente Licia.
Stefano è una persona umile e semplice, l’allenatore migliore in assoluto per il Varese. Il fatto che sia ancora alla guida della prima squadra mi rassicura e sono certo che alla fine arriveranno grandi risultati.
Esattamente. Credo sia importantissimo che i giocatori si allenino con a fianco i più piccoli per fargli ricordare da dove vengono e per non dimenticarsi mai quei valori che sono incarnati nei bambini. D’altronde il segreto del Varese è sempre stato questo: giocare divertendosi, con i dentini da Dracula. Se giochi con l’impegno e la volontà, alla lunga anche i risultati ti daranno ragione.
Sì, lo sto organizzando. Vogliamo fare qualcosa di semplice e che farà piacere sia ai bambini che a mamma Licia.
Chiederò che alla fine dell’allenamento, mister Sottili e un paio di giocatori vengano da noi alla Gabbietta Martino a fare quattro palleggi e una merenda. Sarebbe il regalo più bello per tutti noi.
Di continuare a fare quello che stanno facendo. Sostenere la squadra e stargli vicino.
Ricordo sempre che questa società ha 10 anni di vita, è partita dall’Eccellenza (tra l’altro grazie a Caccianiga, che volò a iscriverla all’ultimo secondo utile, ndr), ed è arrivata a sfiorare la serie A.
Non dimentichiamoci che il caviale e lo champagne non ci interessano. Noi siamo gente da pane, salame e un bicchiere di vino.
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