«Ringrazio la città che ci sta vicino in questo momento»., il papà di Marco, il ragazzo di 22 anni che è morto in Puglia in un incidente insieme all’amico di 19 anni, trova la forza per ringraziare Varese per l’affetto che sta dimostrando in questo momento terribile. «Certo, questo è un ringraziamento che non avrei mai voluto fare – dice Maurizio – È ovvio che preferirei essere qui con mio figlio, magari a giocare a carte. Ma
ringrazio davvero la città per la vicinanza e la condivisione». Varese si è vestita a lutto per la perdita dei suoi figli. Si è fermata nel raccoglimento, nella preghiera, alla ricerca di un perché. Un esempio per tutti è il momento di silenzio osservato mercoledì sera allo stadio Franco Ossola, prima della partita di debutto del Varese. Un gesto che ha scaldato il cuore, tanto che il papà afferma: «Mi ha fatto piacere vedere quello striscione in curva».
Una vera e propria ondata di cordoglio è arrivata dalle squadre sportive del territorio. Sia quelle in cui giocavano i due ragazzi (Marco nei Mastini dell’e Nicolò nei ), sia le altre. I due ragazzi erano “pilastri” della città, l’anima delle feste, l’energia in persona. Il dolore della perdita è stato condiviso da tantissimi coetanei. Studenti di altre scuole. Atleti di altri sport. «Ci è stato vicino anche il Rugby Varese – continua il papà – Tante squadre avversarie hanno scritto una dedica per Marco sul loro sito. Si vede che il mio ragazzo ha seminato bene». Le lacrime hanno superato i confini della città. Persino le società di hockey contro cui il Varese ha avuto gli scontri più forti – come Merano, Bolzano e Torino – hanno voluto esprimere vicinanza alla famiglia Fiori. La società hockey club Feltreghiaccio, per esempio, ha pubblicato una foto nera. Sotto c’è scritto: «Vi siamo tutti vicini per la perdita di un giovane così dolorosa».
La chiesa di Varese e il prevosto monsignor hanno aperto la basilica di San Vittore per il rosario e il funerale (celebrato alle 14.15 di oggi, lunedì 31 agosto). Maurizio è grato anche di questo. Un gesto che di fatto mette l’addio ai due ragazzi al centro della città. Gli amici parteciperanno in massa, con un addio sentito e sobrio. È lungo l’elenco dei gesti di solidarietà che hanno portato un po’ di luce in questi giorni neri. Ci sono i ragazzi che hanno preso l’auto e hanno guidato fino all’ospedale Vito Fazzi Lecce per vedere per l’ultima volta i due amici. Si sono fatti dieci ore di andata e dieci di ritorno per non lasciare le famiglie sole al capezzale dei figli nel momento più doloroso.
Ci sono le foto nell’atrio della scuola Daverio, istituto dove Nicolò si faceva onore prendendo voti ottimi e impegnandosi per migliorare la comunicazione interna in qualità di rappresentante degli studenti. C’è il nuovo campo di football americano di via Monte Cristallo che sarà nominato “” in ricordo del giocatore che portava la maglia numero 69. Maglia che non sarà mai più indossata da nessuno, come si fa con i grandi campioni. Ci sono i messaggi su Facebook lasciati da decine e decine di amici, i video creati per l’occasione, i collage di foto. Ci sono le 400 persone che sabato mattina sono salite in cima al Sacro Monte all’alba per pregare per i due ragazzi. Anche il Comune di Varese partecipa al dolore. «Ci rapporteremo con le diverse squadre per capire cosa fare per ricordare Marco e Nicolò – conferma , assessore allo Sport – Aspettiamo proposte, il Comune sicuramente non mancherà di dare il suo appoggio».













