Busto Arsizio Centotre miliardi di dollari. Tanto valevano i bond (falsi) sequestrati a Malpensa e per i quali sono finiti in manette due filippini – fratello e sorella – arrestati a Genova dai militari della Guardia di Finanza che, nell’agosto scorso, all’aeroporto di Malpensa (Varese), avevano appunto sequestrato la somma in titoli di Stato della Federal Reserve.Le indagini condotte dalla Procura di Busto Arsizio in collaborazione con la finanza hanno quindi consentito di scoprire che i titoli erano falsi. I militari, dopo aver intercettato il pacco con i bond, avevano impiegato alcuni giorni per risalire all’identità dei due che sono stati intercettati e pedinati. I due stranieri, B.J., di 36 anni,
e M.B.J., di 31, sorella e fratello, erano in contatto telefonico nelle Filippine con persone "apparentemente autorevoli – hanno spiegato gli investigatori – membri di una congregazione religiosa, con le quali parlavano di come gestire i bond arrivati a Malpensa". I falsi bond, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati utilizzati per progetti di investimento, cercando di collocarli su mercati paralleli a quelli ufficiali, a soggetti privati e istituti finanziari.La perizia, richiesta alle autorità statunitensi del U.S. Secret Service, tramite il reparto del comando generale della Guardia di Finanza, ha confermato la falsità di tutti i titoli sequestrati, appartenenti ad un’apparente emissione del governo americano, risalente al 1934.
Tutti i dettagli dell’operazione sul giornale di venerdì 25 settembre
f.artina
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