«Mentre la Svizzera investe. In Italia tutto tace: perché?»

Alptransit in arrivo, i vigili del fuoco lanciano l’allarme sicurezza. «Sembra che la strage di Viareggio non abbia insegnato nulla»

– Arriva l’Alp Transit che porterà sulla Bellinzona-Gallarate 90 convogli al giorno e super treni da 700 metri. «La Svizzera investe 38 milioni per la sicurezza, in Italia tutto tace. Chiediamo soltanto di avere gli uomini e i mezzi per fare il nostro lavoro». È il grido d’allarme lanciato dai nostri vigili del fuoco attraverso la Fns cisl dei Laghi. «In Italia sentiamo invece parlare di sottopassi, eliminazione dei passaggi a livello e barriere anti rumore (sicuramente opere importanti) – spiega , vigile del fuoco iscritto alla sigla sindacale – ma nulla per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini. Sembra quasi che la strage di Viareggio abbia insegnato poco o niente».

Isgrò indica tutte le problematiche che i vigili del fuoco si troverebbero ad affrontare in caso di incidente (ricordiamo che sui convogli viaggiano anche sostanze chimiche) e le carenze alle dotazioni del Corpo per affrontarle: «La presenza di gallerie lunghe anche diversi chilometri, l’eccessiva lontananza in alcuni tratti da una strada percorribile dai nostri attuali mezzi di soccorso, lo sviluppo di alcuni tratti di linea impossibili da raggiungere se non dal lago. Zone avvicinabili esclusivamente arrampicandosi per diversi metri e non ultima la linea ferrata è prospiciente a centri abitati, infatti la stessa attraversa vari paesi rivieraschi come Luino, Maccagno, Laveno, Germignaga; è auspicabile quindi un investimento anche per la soluzione di queste problematiche. Nelle immediate vicinanze della linea sorgono anche edifici sensibili come scuole e ospedali».

Isgrò spiega che in caso di incidente ferroviario la squadra di prima partenza dei vigili del fuoco di Luino arriverebbe in posto in cinque uomini e un mezzo standard, mentre i “rinforzi” da Varese e dagli altri distaccamenti impiegherebbero dai 40 ai 90 minuti per raggiungere il luogo dell’incidente. Infine l’annosa questione della caserma dei pompieri di Luino, allagata spesso e volentieri dal Tresa e con “baracche” quali ricoveri per i mezzi. «Sono trent’anni che sentiamo sterili proclami assicurando un impegno a trovare un’altra idonea collocazione per la sede. Ultimamente il comune ha “donato” un terreno per costruire una nuova caserma, ma dove trovare i fondi per la sua realizzazione nessuno lo sa».
Anche l’organico andrebbe rivisto, portando gli effettivi da 5 a 7.