«Mi vergogno, lì mi avevano aiutato» Il ladro dei poveri si pente. O forse no?

Davanti al gip il marocchino di 34 s’è detto dispiaciuto dopo il blitz alla Brunella, ma ha rigettato l’accusa di furto e violenza contro lo studente

– «Mi vergogno. Mi vergogno molto». Interrogato ieri dal gip il marocchino di 34 anni arrestato venerdì scorso dopo la rapina impropria ai danni della mensa dei poveri della parrocchia della Brunella. Il gip ha convalidato l’arresto eseguito dagli agenti della squadra volanti della polizia di Stato. E ha disposto la misura dell’obbligo di firma (il pubblico ministero aveva chiesto la misura di custodia cautelare in carcere) a carico del marocchino che resterà in ogni caso ai Miogni per i prossimi cinque mesi, dovendo scontare una pregressa condanna sempre per furto. «Mi vergogno – ha detto in sede di interrogatorio il marocchino – mi vergogno moltissimo per essere entrato e avere in qualche modo danneggiato un

luogo sono sempre stato accolto in passato. In quel luogo mi hanno sempre aiuto quando avevo fame o avevo bisogno di una doccia. Mi hanno sempre trattato bene». Si vergogna, il marocchino durante l’interrogatorio, per aver tradito chi lo aiutava probabilmente approfittando della conoscenza che aveva del luogo.L’uomo ha però negato di aver cercato di rubare qualcosa o di aver usato violenza contro qualcuno. Una contraddizione in termini. Il gip inoltre rileva il contesto di «disperazione» nel quale il furto, poi finito in rapina impropria, è maturato. «Desta allarme sociale», dice il gip nell’ordinanza, per le condizioni di vita descritte dal marocchino.