VARESE Comune e Provincia contro l’Espresso. «Satira ignorante», «pregiudizio ideologico», «invidia etnico – politica», sono solo alcuni dei commenti piovuti ieri da sindaco, vicesindaco di Varese e presidente della Provincia contro un articolo del settimanale, firmato da Michele Serra.Una dura reazione – in realtà, un po’ a scoppio ritardato, perché la pubblicazione era della settimana scorsa – alla “Satira Preventiva” del giornalista-scrittore-umorista del gruppo Espresso, dal titolo “A Malpensa ci
pensa la Lega” che, ironizzando sulle sventure dell’aeroporto, aveva parlato anche della “valorizzazione di Varese”, citando un’improponibile dichiarazione della Lega sulla città: «Non aver valorizzato questo immenso giacimento culturale è stato un grave errore, chiederemo all’Unesco di riconoscere a Varese lo status di patrimonio dell’umanità», chiudendo però con un ironico: «i funzionari dell’Unesco, in visita a Varese, si sono detti disposti a concedere al massimo lo status di gruzzolo dell’umanità».
APRITI CIELO IN CITTA’
Apriti cielo. Ieri, un comunicato ufficiale di Palazzo Estense ha riportato la dura reazione del sindaco leghista Attilio Fontana che si dice «esterrefatto», ricordando che Varese un patrimonio dell’umanità può vantarlo ed è il Sacro Monte. «Più che satira preventiva si tratta di satira ignorante, che non fa neppure ridere – ha detto Fontana – Si offende, con l’odio ideologico, un’intera comunità. Mi vergogno di questo genere di stampa, di affermazioni che appunto colpiscono pesantemente la nostra città, e non certo solo una parte politica. Si tratta di squallida ideologia». Accanto a lui, il vicesindaco Giorgio De Wolf (Pdl) si oppone a una «presentazione della nostra città che denota il profondo pregiudiziale ideologico. Un solo grande rammarico su come alcuni mezzi di informazione possano essere piegati e utilizzati per fini che nulla hanno a che vedere con l’informazione stessa».
ODIO ANTIPADANOMa la risposta più indignata è di Dario Galli, presidente della Provincia, che in un comunicato prima ironizza ringraziando Michele Serra come «miglior testimonial della causa padana», perché «non c’è testimonial migliore degli intellettuali di sinistra che, con le cose che dicono, portano legioni di nuovi elettori alla Lega». Poi, giudica l’articolo «indicativo del degrado culturale di gran parte della stampa italiana e anche dell’invidia, diciamo pure, etnico – politica che da qualche tempo attanaglia la cultura di sinistra. A parte la caduta di stile nell’offendere territori e città come Varese (che invitiamo il dottor Serra a visitare), c’è anche da evidenziare l’assoluta non conoscenza dei luoghi e dei fatti». Galli parla quindi di «odio antipadano e antileghista che non cambia la realtà dei fatti e la conoscenza degli stessi che ha la gente
del Nord». «Le cose dette da Serra sono delle sciocchezze, ma si tratta di satira e la satira normalmente attacca il potere – commenta Daniele Marantelli, deputato del Pd – se i nostri amministratori si dimostrano tanto insofferenti, qualcosa non va. La realtà è che Serra ha toccato Malpensa, un nervo scoperto della maggioranza, su cui tutte le promesse non sono state rispettate: dovrebbero rispondere coi fatti, non con un confronto politico sulla satira più o meno ben riuscita. E in ogni caso colpisce lo scarso tempismo della risposta dopo una settimana: speriamo siano più veloci nel prendere le decisioni per la collettività». Il capogruppo di Movimento Libero in consiglio comunale Alessio Nicoletti, nota invece «con dispiacere che sindaco e vicesindaco pensano di più alle a leggere l’Espresso che rilanciare la nostra amata città». Piero Orlando
e.marletta
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