VARESE Va bene che con i vari tagli ai fondi universitari, la cultura dovrà pur trovare nuovi finanziamenti per andare avanti, ma è un fatto al quanto singolare quello accaduto proprio in questi giorni ai circa 8mila studenti dell’Università dell’Insubria. Infatti, oltre a ricevere la classica lettera con all’interno la tanto “odiata e temuta” seconda rata universitaria, molti ragazzi, aprendo la loro buca delle lettere, ne hanno rinvenute sette, otto, nove e chi addirittura dieci tutte esattamente uguali.Molti hanno lamentato il fatto che solo in uno stesso giorno il postino ne ha consegnate quattro o cinque tutte assieme. Inizialmente, per la paura di dover pagare più di quello che gli spettava e ancora ignari dell’errore generale, molti studenti si sono precipitati, chi chiamando le relative segreterie, chi tramite e-mail e chi direttamente alla segreteria studenti in via Ravasi, per ricevere informazioni sul disguido.«Ma niente paura», avvisa l’amministrazione universitaria, che con l’utilizzo delle proprie mailing list ha avvisato che si trattava di un errore della banca e che nessuno studente avrebbe dovuto pagare più di un bollettino.In ogni caso, anche volendo, i
Mav hanno codici unitari, quindi sarebbe impossibile pagare due volte. È compito della Banca Intesa San Paolo di Varese spedire a tutti gli studenti iscritti, direttamente a casa, la somma del secondo pagamento annuale calcolato tramite l’indicatore Iseeu che mira a rappresentare la situazione economica del nucleo familiare.L’Università e la banca spiegano che, per motivi anche a loro sconosciuti, lo «stampatore» ha spedito sette o otto bollettini per ogni studente accaparrandosi tutte le spese di spedizione. Inoltre affermano, che nella difficile ipotesi in cui uno o più studenti abbiano pagato più di un bollettino, provvederanno a rimborsare prontamente i malcapitati. Mentre le “indagini” sulla questione vanno avanti, iniziano a spuntare su Internet e social network vari, Facebook su tutti, le prime «gare», gruppi e «battaglie virtuali» tra i ragazzi per chi riceve più lettere dall’Università. Il «vincitore» ancora non si sa, si sa solo che per il momento loro e le rispettive famiglie, hanno preso un bello spavento e la Banca Intesa San Paolo di Varese si è ritrovata con parecchie spese in più per un errore che rimane tutt’ora inspiegabile.
f.iagrossi
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