Milano-Varese, il treno accelera Dieci minuti in meno dal 2012

Milano-Varese, il treno accelera Dieci minuti in meno dal 2012

VARESE Dieci minuti di treno in meno quanto valgono? Facciamo due conti: moltiplicati per due, ovvero per un viaggio di andata e ritorno, fanno venti. E, per una media di 22 giorni in un mese, quelli lavorativi, per capirci, arrivano a 440.Poco più di sette ore che, per un pendolare, valgono oro. Specie trascorsi su carrozze più pulite, ben climatizzate e soprattutto sicure. Un sogno per i migliaia di varesini e varesotti che ogni giorno scelgono Trenord per raggiungere Milano e non solo.Un sogno che Giuseppe Biesuz proietta nella realtà di un futuro che, assicura, non è lontano: «Ci stiamo lavorando per il 2012». Nonostante il traffico sulla rete sia innegabilmente elevato. L’amministratore delegato della società che fa correre ogni giorno 2.200 treni in Lombardia sa bene che è difficile promettere quando si è costretti anche a scusarsi: per i ritardi, che diminuiscono ma non s’azzerano (la media è di tre-cinque minuti), per i guasti oppure per gli scivoloni, come quelli sul ghiaccio della Laveno-Varese. «Ma una società come la nostra deve guardare avanti» scandisce alla Provincia.Rapidità e alta velocità: se futuro sarà, sarà così. E passerà dalla contrazione delle percorrenze («stiamo lavorando all’analisi dei tempi di fermata, che oggi sono almeno di un minuto anziché 30 secondi, come dovrebbero essere») e salirà sulle cosiddette “Frecce regionali” in partenza da tutti i capoluoghi.«Dal giugno 2012 ne avremo i primi esempi, con tariffe a mercato» annuncia l’ad: «Un po’ come il Malpensa Express, che quest’anno supererà i tre milioni di passeggeri trasportati e garantisce utili che ci consentono investimenti per i pendolari». L’esperimento avverrà in più fasi, «e ancora non sappiamo se Varese rientrerà nella prima».Nell’attesa, la nostra provincia si apre un varco su ferro in Europa con la Malpensa-Bellinzona e la Arcisate-Stabio, per la quale «oggi la giunta regionale ha finanziato 38,7 milioni di euro». Sarà

in esercizio nel 2014. E ripristinerà il collante Varese-Como. Le modalità del servizio e le infrastrutture di supporto dipenderanno, ovviamente, dalla disponibilità di fondi a opera conclusa. Soldi come soldi sono il miliardo e cento milioni di euro investiti da Trenord sulla mobilità ferroviaria in cinque anni: a cominciare dai treni, che dal 2009 ad oggi sono 500 in più.Solo note positive? No, giocoforza le altre gli studenti e i lavoratori pendolari se le ritrovano sotto il naso ogni giorno. In inverno, ad esempio, capita di viaggiare come ghiaccioli, per di più pigiati come sardine: «Lo sappiano, disponiamo ancora di materiale vecchio ma il problema si supera con gli investimenti». In questo senso una boccata d’ossigeno porta il nome di Tilo, società Treni Regionali Lombardia-Ticino «che oggi non è più di Ferrovie Svizzere e Ferrovie dello Stato, ma di Ferrovie Svizzere e Trenord» ha ricordato Biesuz, sottolineando l’intenzione «di utilizzare sempre più convogli Tilo verso Milano». Capoluogo ma non solo: per Varese arriva la “pedemontana” del ferro e si chiama Saronno-Seregno. Come dire: la pedemontana su strada arriva a Bergamo?Ebbene, anche questa ci arriverà, sfruttando la connessione strategica con Monza. Opportunità alle quali i pendolari sperano di non dover sacrificare la peggiore delle contropartite: l’aumento dei prezzi dei biglietti: «La leva delle tariffe ad oggi non è in discussione». Non dopo il 22% di rincari dell’estate 2011 e nonostante (si spera) il possibile ennesimo taglio ai fondi statali per il tpl lombardo.«Detto ciò – scandisce Biesuz – le tariffe all’estero sono in media più care del 60% rispetto a quelle italiane». E in Italia ai costi d’esercizio si devono abbinare giocoforza quelli per i danni di vandalismi («12 milioni di euro il conto annuale di Trenord») e per la sicurezza: «Spendiamo milioni di euro per la polizia privata». Il futuro sarà più “europeo” anche in civiltà?

s.bartolini

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