Contro lo stress, ieri in centro sono stati distribuiti “abbracci gratuiti”. “Free hugs” come si dice in Australia, a Sydney, città dove nel 2004 è nata questa terapia di strada che si basa su un assunto: «Un abbraccio è una medicina che può portare istantaneamente il buon umore».
Biologicamente, è stimato che quando due corpi sono stretti in un abbraccio i battiti cardiaci rallentano, le onde celebrali si armonizzano, sopraggiunge un senso di benessere e addirittura le difese immunitarie si fortificano, rendendo l’organismo più sano.
Un abbraccio – anche tra sconosciuti – fa percepire l’ambiente come tranquillo, riduce la paura di affrontare ostacoli e avversità.
Forte di tutte queste convinzioni, ieri, nell’ambito della XII Giornata della Solidarietà, una ventina di ragazzi ha distribuito abbracci ai passanti di corso Matteotti. Mediamente, ogni studente ha abbracciato 50 persone.
«Alcune sono scappate, ma la maggior parte non si è sottratta all’abbraccio» hanno confermato Martina1, Martina2 e Astrid, tre studentesse del liceo Manzoni di età compresa tra i 15 e i 17 anni».
Gli abbracci sono stati dispensati a bambini, adulti, uomini e donne. Alcune persone hanno chiesto il perché di quel gesto d’affetto gratuito e, ascoltate le motivazioni, hanno risposto dicendo: “Grazie, avete migliorato la mia giornata”. Altre ancora hanno voluto dare indietro l’abbraccio, come per ricompensare gli studenti del bel gesto ricevuto.
«La cosa più bella è stato il sorriso che ci hanno regalato in cambio dell’abbraccio» hanno commentato le studentesse, felici per l’esito dell’iniziativa.
La “moda” degli «abbracci gratis» ha acquisito visibilità internazionale nel 2006, grazie a un video musicale diffuso su YouTube, in cui si vede un personaggio camminare a tempo di musica dispensando abbracci, con un cartello al collo con scritto “free hugs”.
Quel video è diventato virale e ha emulato comportamenti analoghi un po’ in tutto il mondo. Ma non a tutti piace il contatto fisico. Un abbraccio, infatti, richiede di fare entrare l’altro nella cosiddetta area intima, ovvero in uno spazio solitamente accessibile solo a persone molto vicine, come il partner. Molti provano fastidio ad aprire quella zona a un estraneo, e preferiscono la fuga all’abbraccio.
L’iniziativa, complessivamente, è stata un successo. «Io volevo chiedere cinque euro per ogni abbraccio e sono convinto che parecchie persone sarebbero state disposte a spendere quei soldi – scherza , studente dell’Einaudi di 18 anni – Ho aderito a questa manifestazione perché penso che gli abbracci nella nostra società non siano solo utili, ma necessari. Tanto più se vengono dati tra sconosciuti, perché fanno capire che viviamo in un posto dove ci si può fidare gli uni degli altri».
Esiste anche la giornata internazionale degli abbracci gratis: cade il primo sabato dopo il 30 giugno di ogni anno. Anche per quella ricorrenza su Varese potrebbe arrivare una pioggia di abbracci.n













