VARESE Da mesi è nel mirino. Tanto da subire una ripetuta serie di minacce, con tanto di atti vandalici intimidatori. Lui è il consigliere del Pdl Stefano Clerici, 27 anni, destinatario di messaggi minatori e vandalismi. A raccontare questa vicenda è lo stesso Clerici, stanco del silenzio che fino ad oggi aveva voluto mantenere sulla vicenda, per evitare di darle peso. Ma il reiterarsi dei messaggi minatori e dei vandalismi sulla sua vettura, lo hanno spinto ad uscire pubblicamente. Dopo avere, ovviamente, fatto tutte le denunce del caso in Questura. «La prima denuncia l’avevo già sporta a maggio – dice Clerici – ma non avevo voluto rendere pubblica la situazione nella speranza che si trattasse di un caso isolato. Purtroppo non è stato così».Come si sono svolte le cose? Il primo gesto intimidatorio è stato il danneggiamento del citofono dell’abitazione di Clerici in via Sanvito: l’impianto è stato incendiato. Il fatto risale all’inizio di maggio. Ma al momento, fatta la denuncia, il gesto non era stato rivendicato. Sempre a maggio la situazione si è però evoluta: l’esponente del Pdl riceve, poco dopo l’incendio del citofono, la prima minaccia. Recapitata attraverso un messaggio sul suo cellulare. Il mittente non è rintracciabile, perché il
messaggio è stato inviato da una cabina telefonica, dove ormai il servizio è attivo da anni. E dove, se non si firma, il mittente rimane anonimo. Una scelta che denota il fatto che l’intimidazione era stata ben studiata. «Caro Clerici non rompere i coglioni, se non vuoi guai» recita il primo messaggio. La prima denuncia alla Digos è subito scattata.Poco dopo questo “gentile” invito, non è più successo niente. Quindi Clerici ha lasciato perdere. «Peccato che dall’inizio di ottobre le stesse minacce hanno iniziato a riprendere – continua il consigliere – ma questa volta non sono rimaste solo a livello verbale». All’inizio di ottobre il secondo messaggio: «Caro consigliere, ancora non hai capito l’antifona?»E pochi giorni dopo, alla fine della seduta del consiglio, Clerici si è trovato l’auto danneggiata. «Mi hanno rigato completamente il tetto della mia Mini – dice – e la cosa che mi fa pensare che non si tratti di una casualità è il fatto che l’avevo parcheggiata all’interno del Comune, dove si trovavano anche tutte le altre auto dei consiglieri. Ma è stato vandalizzata solo la mia. Quindi, si può presupporre che non sia stata scelta a caso, ma chi ha compiuto questo gesto ce l’avesse proprio con me».
e.marletta
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