«Mio figlio con l’Isis? Non ci credo»

Parla Ghiya Jrad, padre di Mahmoud Jrad, il presunto foreign fighter siriano fermato a Varese: «Le idee estremiste non ci appartengono»

«Mio figlio non è un terrorista: voleva andare in Siria solo per fare visita a sua moglie, che non ha i documenti per venire in Italia». Lo ha spiegato il padre di Mahmoud Jrad, il presunto foreign fighter siriano fermato a Varese. L’uomo, Ghiya Jrad, descrive il figlio come un ragazzo «serio e tranquillo», e racconta che in passato aveva fatto un viaggio in Siria «solo per sposarsi». Secondo quanto dichiarato dal padre, il ventitreenne si era sposato un anno fa. In Siria voleva tornare ma solo per fare visita alla moglie. Jrad spiega che il giovane «stava affrontando un momento difficile. Era rimasto senza lavoro e il fatto di essere disoccupato lo affliggeva. Lo preoccupava. Era andato persino a Roma per lavorare». Mahmoud vive in Italia da 8 anni e secondo il padre «non è un terrorista. La nostra famiglia è religiosa. Ogni giorno preghiamo nella moschea di Varese dove la nostra famiglia è conosciuta. Siamo religiosi ma non siamo estremisti. Le idee radicali dei terroristi non ci appartengono. Non posso credere – spiega il padre di Jrad – che volesse andare in Siria per combattere». Secondo quanto però hanno riscontrato gli inquirenti, i familiari avevano osteggiato le idee

radicali del ragazzo in ogni modo. E così avevano fatto altri appartenenti alla comunità musulmana varesina amici di famiglia. Gli inquirenti hanno verificato che non ci sono mai stati contatti diretti tra il ventitreenne e la famiglia Khachia, padre e madre espulsi, un figlio arrestato per terrorismo e uno morto in Siria come foreign fighter nel dicembre 2015. I Khachia vivevano a Brunello. Anche loro frequentavano la moschea varesina ma a quanto pare tra i ragazzi non c’erano mai stati intenti comuni. Ciascuno di loro operava in modo autonomo. I vicini di via Tarvisio sono ammutoliti di fronte all’arresto. In molti ieri spiegavano di non aver mai visto il giovane arrestato. «Non si è mai fatto notare in alcun modo – raccontano i vicini – una famiglia numerosa ma tranquilla. I figli molto educati. Ma anche molto riservati. Non hanno mai stretto legami particolari con nessuno qui, nemmeno hanno mai creato problemi». Mahmoud Jrad risulta essere incensurato. «Mio figlio è un giovane serio. Tutto ciò che cercava era un lavoro», ribadisce il padre. Ci sarebbero, però, quelle dichiarazioni vicine al mondo jihadista pubblicate sui social e quella vicinanza ai tre imam genovesi che la polizia di Stato stava già controllando.