Il futuro produttivo della storica maison Missoni torna al centro del dibattito nel Varesotto. A esprimere preoccupazione è il sindaco di Sumirago, Yvonne Beccegato, che sottolinea il valore non solo economico ma anche culturale e sociale del legame tra il marchio e il territorio.
«Se dovessero spostare la produzione altrove – afferma il primo cittadino – sarebbe una grave perdita per la comunità. La famiglia Missoni è sempre stata parte attiva della vita del paese e vicina ai cittadini».
Nuovi equilibri societari
La storica griffe fondata da Ottavio Missoni e Rosita Missoni vede oggi come socio di maggioranza il Fondo Strategico Italiano (FSI), che ha avviato una nuova partnership industriale con le famiglie Fassin e Bachmueller, entrate nel capitale attraverso la holding Katjes Quiet Luxury con una quota di circa il 25%.
L’operazione ha escluso dalla partita gli americani di Authentic Brands Group, colosso con sede a New York che negli ultimi anni ha costruito un vasto portafoglio di marchi internazionali. Tra le acquisizioni più recenti figurano realtà come Guess, oltre a marchi storici come Dockers, Reebok e Champion. Nel complesso il gruppo gestisce oltre cinquanta brand con un giro d’affari globale stimato in circa 32 miliardi di dollari.
Il ruolo di FSI nella storia recente del marchio
Il legame tra FSI e Missoni non è una novità. Già nel 2018 il fondo aveva acquisito il 41,2% della società, affiancando la famiglia fondatrice e sostenendo il rilancio dell’azienda con un aumento di capitale da 70 milioni di euro.
All’epoca la seconda generazione della famiglia Missoni era ancora alla guida dell’azienda, mantenendo un forte radicamento nello stabilimento di Sumirago, dove lavorano circa 300 dipendenti.
Identità locale e marchio globale
Sul nuovo assetto societario, per il momento, dalla famiglia Missoni non sono arrivate dichiarazioni ufficiali. Un silenzio che alimenta interrogativi tra chi, nel territorio, considera il marchio dello zig zag parte integrante dell’identità locale.
Il nome Missoni è infatti legato da decenni alla provincia di Varese, contribuendo a portarne nel mondo il prestigio manifatturiero e creativo.
Il nodo dello stabilimento
Resta ora da capire quale sarà il destino dello stabilimento di Sumirago, punto di riferimento per centinaia di lavoratori e per l’indotto del territorio. In una provincia fortemente legata alla manifattura e all’imprenditorialità, eventuali cambiamenti nella produzione potrebbero avere ripercussioni significative sull’economia locale.
Per il momento non ci sono decisioni ufficiali, ma una cosa appare certa: per molti, Missoni e Sumirago continuano a rappresentare una realtà inscindibile.













