Moria di pesci nel lago Allarme carassi a Varese

Moria di pesci nel lago Allarme carassi a Varese

VARESE Moria di pesci in arrivo a sul lago di Varese, e stavolta si è allarmata anche la Regione. Scadenza prevista estate 2012, in perfetta concomitanza con gli europei di canottaggio in programma all’inizio di settembre. L’avvertimento è stato lanciato dal presidente della cooperativa dei pescatori professionisti, Natale Giorgetti, insieme agli esperti dell’Insubria durante il convegno di

ieri mattina nell’aula magna del dipartimento di biologia e scienze molecolari. Colto di sorpresa come la maggior parte dei presenti, l’assessore regionale Giulio De Capitani ha preso atto del problema e assicurato che si cercherà di correre ai ripari quanto prima: «Bisogna allertare subito le strutture in Regione e capire quello che si può fare per evitarlo».

Se già di per sé la notizia non è buona, diventa addirittura pessima scoprendo che la strage lacustre riguarderà prevalentemente i carassi: a differenza di altre specie, restano a galla morti per tre giorni prima di andare a fondo. Con le temperature del periodo e le 500 tonnellate di pesce morto previste, la manifestazione sportiva di rilievo internazionale rischia di incappare in uno sgradevole inconveniente. Alla faccia di chi guarda le denunce di inquinamento ambientale come interesse di pochi ambientalisti estremisti, l’ultimo degli allarmi per Varese riguarda proprio tutti, fino alle istituzioni. «Sarà un disastro inevitabile», ha spiegato Giorgetti, pescatore professionista da sessant’anni esatti, sostenuto dagli gli esperti dell’università che hanno relazionato nel dettaglio e con i numeri lo stato dell’arte nelle acque del lago dopo quattro anni di studio approfondito. Non che sia la prima moria a capitare nel lago di Varese. «L’ultima è stata quella dei pesci gatto un paio di anni fa», ricorda il pescatore, «eravamo arrivati a 300 tonnellate di pesci morti, ma almeno quel pesce è pesante e va subito a fondo evitando di decomporsi a galla. Nel 2012 con il carasso ci saranno 200 tonnellate di pesci morti in più e oltretutto resteranno in superficie creando un problema di salute pubblica, tutto questo con le telecamere di mezzo mondo puntate sul lago per gli europei di canottaggio».

«Certo che ha ragione», ha confermato il ricercatore Pietro Ceccuzzi, «la popolazione delle specie alloctone si sta moltiplicando a ritmi che non riusciamo a seguire e quando arriverà al picco massimo che si prevede nel 2012 ci sarà la moria». I pochi pescatori professionisti rimasti purtroppo non riescono ad arrivare alla quantità che servirebbe almeno a tenere fermo il numero degli “invasori”. Oltretutto, per

farlo, ci rimettono di tasca loro: ogni anno la cooperativa va in rosso di 20 mila euro per smaltire le specie invasive che cerca comunque di tirare fuori dal lago per limitare i danni. Hanno venduto la loro sede per stare in piedi e continuare a farlo. Ma nel frattempo i siluri dilagano, perché si moltiplicano a ritmi esponenziali divorando i pochi pesci persici rimasti.

«Il problema posto è reale», conferma anche l’assessore provinciale Bruno Specchiarelli, «già l’estate scorsa ci è stata segnalata una moria ma se succedesse come nel caso del pesce gatto sarebbe un problema serio. Stiamo lavorando in questi giorni ad un progetto con più tipi di interventi che presenteremo in Regione per chiedere un finanziamento».
Francesca Manfredi

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google