Morte di Giuseppe Uva: il 19 maggio si entra in aula. È stata infatti fissata la data per l’udienza preliminare durante la quale gli otto esponenti delle forze dell’ordine, due carabinieri e sei poliziotti, compariranno davanti al gup dopo l’imputazione coatta per omicidio preterintenzionale, arresto illegale, lesioni, omissione di soccorso e altri reati formulata dal giudice per le indagini preliminari a loro carico.
Il giudice sarà il gup Stefano Sala, mentre l’accusa sarà sostenuta dal pubblico ministero facente funzione di Varese Felice Isnardi. Isnardi ha revocato il fascicolo agli originari pubblici ministeri Agostino Abate e Sara Arduini dopo che questi, nella stesura del capo di imputazione a carico degli otto indagati ordinato dal gip, hanno mantenuto in ogni caso la loro originaria posizione.
Ovvero che dalle indagini non è emersa alcun elemento atto ad indicare la responsabilità degli otto indagati nella morte di Giuseppe Uva. Gli stessi pubblici ministeri avevano di fatto chiesto la loro archiviazione in due occasioni. Il capo di imputazione è stato in parte riscritto dal procuratore. Il 19 maggio, quindi, per il caso Uva, l’artigiano morto il 14 giugno 2008 dopo aver passato alcune ore, per la parte civile rappresentata dalla sorella Lucia (assistita dagli avvocati Fabio
Anselmo e Fabio Ambrosetti), per 15 minuti scarsi, per Luca Marsico, difensore degli otto indagati, nella caserma carabinieri di via Saffi ed essere poi stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Per Lucia Uva il fratello fu “picchiato a morte in quella caserma”, mentre recentemente una testimone ha dichiarato alla trasmissione Chi l’ha visto? (non agli inquirenti o alle parti civili) di aver visto Uva arrivare al pronto soccorso dell’ospedale di Circolo di Varese con carabinieri e poliziotti.
Di averle inoltre sentiti dire: “Uva smettila o ti facciamo una menata di botte” e di averli visti poi entrare con Uva in una stanza. L’artigiano sarebbe uscito da quella stanza poco dopo con il naso escoriato. Il 19 maggio il gup potrebbe decidere per l’archiviazione degli indagati oppure mandarli a processo. In quel caso anche l’attendibilità di questa testimone dovrà essere attentamente valutata.
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