– Né Bossi, né Maroni, Varese è tutta per Salvini. Oggi, domenica 27 settembre 2015, l’incoronazione del nuovo leader della Lega “post-Varesecentrica”, con il comizio in piazza Monte Grappa (ore 19).
Non ci saranno invece i suoi predecessori, i leghisti della prima ora, quelli che hanno reso la Città Giardino la culla di un movimento che ha cambiato la politica italiana. Ha già da tempo annunciato la sua assenza il governatore della Lombardia , che considera Varese “casa sua” ma che sarà a New York, dove rappresenterà la Regione al palazzo di vetro delle Nazioni Unite, per una serie di sessioni dedicate al clima e all’immigrazione.
«Salvini a Varese? Portategli i miei saluti» aveva scherzosamente detto domenica ai Giardini Estensi all’inaugurazione di AgriVarese.
Quasi sicuramente, a meno di sorprese, non ci sarà nemmeno , il fondatore del Carroccio, che venerdì sera, circondato dai suoi fedelissimi, festeggiava il compleanno lontano dai riflettori, in una serata organizzata vicino a casa dall’ex segretario provinciale .
L’unico “big” varesino di livello “nazionale” confermato è , stando a quanto prospetta il segretario cittadino che venerdì ha inaugurato il “festival delle idee” con il dibattito sull’indipendenza tenuto dall’ideologo della secessione Gilberto Oneto.
Insomma, si prospetta una vera discesa di “conquista” a Varese per il Capitano, che sarà incoronato nella “culla” della Lega. Del resto, se Bobo Maroni ha sempre negato ogni dissidio con Salvini, al di là dei diversi ruoli, nei giorni scorsi ha fatto discutere quella che “Il Giornale” ha definito «la tentazione di rinnegare il Senatur», che passerebbe anche attraverso la sua destituzione dalla presidenza del movimento a favore di “mister algoritmo”
. Va detto che Salvini non ha mai pubblicamente messo da parte il “vecchio Capo”. Ma nei giorni scorsi in via Bellerio ha fatto discutere la sollecitazione del guru dei social network salviniani” , ad astenersi dal fare gli auguri di compleanno all’Umberto, poi ignorata dallo stesso Salvini.
Così come è stata tutto sommato soft (la solidarietà via twitter di Maroni, una mobilitazione social dei Giovani Padani) la reazione per la condanna per vilipendio al Presidente della Repubblica, anche se il segretario provinciale
preannuncia «parole di solidarietà» da piazza Monte Grappa. Di certo è una Lega che cambia quella che vedremo al cospetto del primo leader non varesino. Eppure i temi al centro del dibattito sono molto vicini a quello che è sempre stato il “verbo” bossiano, a partire da quello dell’indipendenza, che fa dire a Marco Pinti che «il problema è l’Italia» come avrebbe detto l’Umberto con l’ampolla al Monviso.
Oggi, a tirare la volata a Salvini ci sarà , che alle 17.30 in Camera di Commercio parlerà di “Jihad globale”, di immigrazione e pericolo islamico.
Poi ci sarà spazio per l’intrattenimento con il comico di Albizzate sul palco e con la risottata gratis per tutti in piazza.
Infine, la chiusura del “festival delle idee” è tutta per lui, per il “Capitano” Matteo Salvini, che farà il suo comizio di fronte ad una piazza Monte Grappa che si preannuncia gremita come non mai, peraltro come capita ormai da mesi ad ogni uscita pubblica del segretario federale della Lega Nord.
«Farà il suo comizio, ma non sono previste altre “tappe” particolari, né omaggi al leader Umberto Bossi» fa sapere Marco Pinti, più preoccupato dalle necessità contingenti, da un lato quella di dare la spallata al premier e dall’altro quella di lanciare in orbita la campagna elettorale per le amministrative di Varese, che non dai simbolismi della Lega delle origini. E anche questo è il segno di un’altra Lega che sta emergendo.













