Nella cantina sotto il Circolo il mosto è quello di una volta

Nella cantina sotto il Circolo
 il mosto è quello di una volta

Anche quest’anno – nello storico cortile del Circolo di Casbeno – si è celebrata la festa del Mosto, giunta ormai alla diciassettesima edizione. La ricorrenza, in programma sabato e domenica scorsi, ha come sempre riunito gli abitanti del rione nel segno della tradizionale cucina autunnale – non sono mancate polenta in varie salse e caldarroste – e del buon vino.

Si tratta di un evento assolutamente peculiare tra le numerose feste dell’autunno varesino ed il suo segreto è racchiuso in un antro nascosto proprio sotto i locali del Circolo, dove ancora si produce la bevanda cara a Bacco coniugando il sapere contadino con le moderne tecnologie dei nuovi impianti di vinificazione.

Una rampa di scale conduce in un mondo a parte, che accoglie il visitatore con un penetrante odore di vinaccia ed enormi botti di colore rosso che contengono fino a 16 mila litri.

«Questa è la cantina più bella della Lombardia – è l’esordio del nostro cicerone , consigliere anziano della cooperativa – Vendiamo oltre 4000 bottiglie di vino all’anno». Accompagnati da lui e da – il deus ex machina della produzione – si viene introdotti nel processo che porta dai chicchi all’imbottigliamento, un percorso fatto di sapienza e pazienza. Le uve – che non sono più ovviamente quelle locali ma giungono da Ziano Piacentino, punto di confine tra l’Oltrepò Pavese ed i Colli Piacentini, e dalla Basilicata – vengono prima separate dai tranci poi pigiate e fatte fermentare per quattro o cinque giorni; da lì prendono la via del torchio, una volta manuale, oggi meccanizzato e capace di centrifugarle per toglierne le impurità, lasciando solo una sorta di “fanghiglia” finissima. L’ultima tappa è nei silos, dove quello che sarà vino matura per un tempo variabile prima di essere imbottigliato. Il risultato sono ottime bottiglie di Bonarda, oltre all’Aglianico, al Riesling ed al Moscato, tutte qualità “made in Casbeno” ed acquistabili ogni venerdì nel tardo pomeriggio, dalle 18 alle 19.

Discorso a parte merita il mosto, protagonista della festa ottobrina: è il primo esito della pigiatura, è un liquido denso e torbido ed ha un sapore molto dolce, quasi come fosse un vero e proprio succo d’uva. Anch’esso viene prodotto ed imbottigliato presso la cantina preferita dai Casbenatt e venduto durante la festa. Va consumato in fretta, non più di una settimana: poi sarà solo e sempre tempo di vino.

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