BUSTO ARSIZIO L’arresto dei 5 esponenti del clan Madonia di Gela che tenevano in pugno decine di imprese edili della zona, suscita sdegno e preoccupazione ma non sorprende. «E’ solo una conferma del fatto che a Busto comanda Cosa Nostra; noi lo diciamo da almeno tre anni – commenta Massimo Brugnone, il giovane bustese coordinatore del movimento regionale di “Ammazzateci Tutti” in prima linea sul territorio per diffondere la cultura della legalità tra le nuove generazioni – A Lonate Pozzolo e a Legnano c’è l’ ‘ndrangheta, le due mafie convivono, si spartiscono il territorio. Anche in questo caso, forze dell’ordine e magistratura hanno fatto un ottimo lavoro a dimostrazione che l’attenzione è massima. E’ fondamentale riporre massima e assoluta fiducia nelle istituzioni; noi continueremo a lavorare
con le scuole per cambiare la cultura». In città la notizia è sulla bocca di tutti. Alcuni dei volti degli arrestati sono noti: «E’ gente che entra ed esce dal carcere, io non li ho mai visti, ma è gente conosciuta. Speriamo li tengano dentro», commenta un barista in centro. Il titolare del bar “Il Duetto” in piazza San Giovanni è di origini siciliane: «Siamo immigrati a Busto perché giù mio padre, imprenditore edile e titolare di una pompa di benzina, non poteva lavorare onestamente – racconta – Qui possiamo farlo, l’importante è non farsi mai avvicinare da certe persone. Bisogna però essere puri perché questi arresti sono la conferma della presenza di un’attività criminosa anche al nord». i servizi e i commenti sull’edizione di oggi
m.lualdi
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