Niente Facebook per Paolo. E si ritorna in Val Grande

L’accesso al profilo era involontariamente dal tablet di papà Dario. Niente telecamere per Rozzano. Nuove perlustrazioni sui monti

– Ieri e si sono recati a Verbania per incontrare il magistrato e i carabinieri che stanno conducendo le indagini sulla scomparsa del figlio Paolo, il diciannovenne partito per una escursione in Val Grande il 29 gennaio di cui si sono perse le tracce il primo febbraio. Purtroppo non sono arrivate notizie positive. La pista di Fecebook, quella su cui era stata riversata tanta speranza, può essere

accantonata: gli accessi al profilo di Paolo avvenivano dal tablet del papà, a cui il figlio si collegava quando doveva mandare un messaggio di fretta, e su cui aveva memorizzando la password. Il padre, entrando in internet con il tablet, attivava involontariamente e inconsapevolmente il profilo Facebook di Paolo. Di fatto, questo fa decadere l’ipotesi che Paolo, in questi ultimi 20 giorni, si sia collegato al social network.

Le indagini hanno scoperto che l’ultima volta che il cellulare di Paolo si è acceso è stato alle 12.54 di domenica 31 gennaio, quando il ragazzo ha scritto un messaggio alla mamma chiedendole di andarlo a prendere un giorno prima, martedì 2 invece che mercoledì 3 febbraio. I carabinieri stanno comunque monitorando il dispositivo nel caso si dovesse riaccendere. Le telecamere di videosorveglianza di Rozzano e di Cadorna non hanno fornito nessun aiuto. Un giovane molto simile a Paolo sarebbe stato avvistato in via Roma, a Rozzano, la mattina del 14 febbraio da una coppia di ragazzi. Una segnalazione ritenuta attendibile, sia perché la coppia avrebbe comparato il giovane alle foto di Paolo diffuse da «Chi l’ha visto?», sia perché quel ragazzo ha detto di non sapere dove si trovasse, il che avvalorerebbe l’ipotesi di uno stato confusionale. La segnalazione, però, non è potuta essere supportata da prove certe.

Questo perché le telecamere di Rozzano non sarebbero state in funzione. Non hanno dato esito neppure le telecamere della stazione di Cadorna, dove un giovane molto simile a Paolo sarebbe stato avvistato da un conoscente nei giorni appena successivi alla scomparsa. Sono stati ascoltati dai carabinieri anche gli escursionisti che hanno incontrato Paolo in Val Grande. L’unico particolare nuovo che è emerso riguarda la notte trascorsa nel bivacco di Pian di Boit: il pernottamento è avvenuto tra domenica e lunedì, e non tra sabato e domenica come si pensava. Le due coppie di escursionisti che hanno incontrato Paolo tra Pogallo e Cicogna lunedì 1 febbraio hanno confermato l’avvistamento. A questo punto, potrebbero essere organizzate un’altra volta le ricerche ufficiali in Val Grande con il soccorso alpino. Certamente, ripartiranno sulla montagna anche le ricerche spontanee dei gruppi di volontari. Nello stesso tempo, però, non ci sono elementi per escludere l’ipotesi che Paolo si sia allontanato dalla Val Grande in uno stato di incoscienza.Continueranno gli appelli a «Chi l’ha visto?».