«Niente kebab in centro» La norma spacca Busto

Pgt, è battaglia sulla norma anti-kebab. E si forma una maggioranza trasversale sull’osservazione che chiede di salvare i kebab nei centri storici. «Ma in consiglio comunale la maggioranza manterrà il divieto inserito nel Pgt adottato», assicura il vicesindaco .


Nel mirino un comma del piano delle regole, fortemente voluto dal Carroccio all’adozione del Pgt, che nelle zone dei tre centri storici di Busto, Borsano e Sacconago «non ammette l’insediamento di nuove attività» quali sexy shop, phone center, sale giochi, sale bingo, agenzie di scommesse e compro-oro, ma anche «attività artigianali quali friggitorie e kebab, nonché empori multietnici per la vendita di prodotti extra-Ue».

La limitazione anti-kebab sarebbe «un divieto illegittimo e incostituzionale» secondo del Collettivo Cioppi Ciappi che ha presentato l’osservazione che chiede lo stralcio di quella norma. Per il vicesindaco Reguzzoni però «c’è un parere dell’avvocatura comunale che dice che la norma è legittima», quindi il voto in commissione territorio è stato politico. «Impedire l’apertura di attività come kebab

ed empori multietnici, che possono essere importanti anche per l’aspetto dell’integrazione, è il frutto di una visione davvero superficiale – spiega (Pd) – soprattutto se motivata dalla difficoltà nel fare controlli efficaci. Sono attività commerciali come le altre, che vanno controllate affinché siano in regola, ma non possono essere vietate solo per paura che possano degenerare».

A sorpresa il consigliere del Pdl si accoda a Pd e Sel per far passare l’osservazione salva-kebab. La sua è una posizione personale, come chiarisce lo stesso Lattuada: «Non ci vedo nulla di male in un kebab in centro, sempre meglio che il proliferare delle banche». A questo punto sarà il consiglio a decidere e il vicesindaco leghista Reguzzoni è certo che «la maggioranza manterrà così com’è la norma già votata a dicembre». Da parte sua arriva una stoccata alle «forze di sinistra, che per salvare i kebab sono disposte a chiudere un occhio sulla possibilità di aprire sexy shop, sale slot e compro-oro in pieno centro».

Il Pd chiede invece di inasprire il comma che impone una distanza minima di 150 metri da scuole, ospedali e luoghi di culto per le attività come sexy-shop e sale giochi, «portandola a 500 metri». Ma la norma viene bocciata dalla maggioranza in quanto ritenuta «non applicabile».

Bocciata anche l’osservazione che propone di aggiungere gli sportelli bancari all’elenco di esercizi da tenere fuori dai centri storici: anche qui Lattuada del Pdl vota insieme a Pd e Sel, in dissenso la giunta.n

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