Niente più opereO Roma fa la multa

Niente più opereO Roma fa la multa

VARESE La lotta del sindaco Attilio Fontana contro il patto di stabilità continua. Perché la nostra città difficilmente non potrà sforarlo, se vuole eseguire quelle opere che i cittadini stanno aspettando da tempo. Prime fra tutte la sistemazione delle strade, che versano in condizioni disdicevoli. A segnalare che i limiti di spesa posti da Roma non potranno essere osservati, è l’assessore all’urbanistica Fabio Binelli (Lega), che accusa il Governo centrale di emettere leggi inique contro i comune del Nord, come Varese. «Realizzare completamente le opere appaltate solo nello scorso anno – spiega Binelli – significa spendere più di quanto il patto di stabilità preveda. Il rischio è che, anche se spenderemo soldi che abbiamo nelle casse e che il Comune ha ottenuto non come prestito, ma come guadagni effettivamente meritati, possano arrivare ritorsioni da parte dello Stato». E ritorsioni vuol dire, nel migliore spirito di Roma ladrona, multe e soldi da pagare. «Come se di tasse non ne pagassimo già abbastanza – dice il lumbard – senza contare le ulteriori penalizzazioni: dal blocco alle assunzioni, all’impossibilità di contrarre i mutui, fino alla diminuzione del 30% per delle indennità degli amministratori». Insomma, gli amministratori varesini, per il semplice fatto di aver stanziato fondi per asfaltare le strade, come è emerso dalla conferenza stampa dove l’assessore ai lavori pubblici Gladiseo Zagatto ha presentato la riasfaltatura di numerose vie della città per il periodo estivo, rischiano

di essere multati da Roma. E non perché il Comune realizza spese che non potrebbe permettersi, come è successo a certi comuni del Sud che hanno chiesto fondi straordinari, altrimenti andavano in bancarotta. Varese rischia di essere multata perché spende soldi che ha in tasca. Ma che, per legge, non può toccare. Una legge voluta dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che si conferma il peggior nemico degli enti locali. Ma le sorprese non finiscono qui. L’assessore leghista ha delle altre notizie poco confortanti. Che riguardano, questa volta, l’Ici.«Dalla relazione del ragioniere capo abbiamo capito che questo è lo “Stato dei pinocchi” – ironizza – perché promette di compensare l’Ici per tutto il suo valore e poi ce ne fa arrivare molto di meno. Da quando è stato abolito, noi abbiamo perso circa 4 milioni e 700 mila euro. E adesso quello che ci è stato rimborsato si aggira solo sui 3 milioni e 600 mila euro. Infine, mi domando: dov’è la serietà di uno Stato che costringe le amministrazioni a non pagare i fornitori, per non superare il patto di stabilità, specie in un periodo di crisi? Cosa dobbiamo fare? Prenderemo una decisione nei prossimi giorni. Ma in linea di massima la nostra posizione è di non rispettare il patto di stabilità, perché abbiamo il dovere di dare risposte ai cittadini, anche se questo vuol dire andare incontro alle ritorsioni di Roma».Marco Tavazzi

s.bartolini

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