VARESE Una settimana fa l’apertura formale di un’indagine da parte della procura di Varese, dopo che da Aosta era stato lanciato l’allarme sul pellet radioattivo proveniente dalla Lituania. Una vicenda che ha tenuto mezza Italia col fiato sospeso, data la crescente diffusione a tutte le latitudini di questo economico combustibile dall’alto valore calorico.
Ora però i risultati delle prime analisi eseguite dai vigili del fuoco sembrano di tutt’altro avviso: almeno per quanto riguarda la nostra provincia, nessun dato è al di sopra della norma. I pompieri, incaricati dalle procure di Varese e di Aosta, nonché dal ministero, di eseguire gli esami direttamente sul pellet, oltreché sulle ceneri che ne risultano dopo la combustione (esame assai più significativo), non hanno rilevato alcuna significativa presenza del famigerato Cesio 137, l’elemento radioattivo sotto accusa dopo che ad Aosta era stato bloccato un carico in ingresso in Italia proveniente dal paese baltico.
Sono una trentina le analisi eseguite dai vigili del fuoco in provincia, e non una presenta valori che possano in qualche modo confermare l’ipotesi di contaminazione. L’apposito nucleo dei pompieri era stato incaricato di eseguirle a casa di chi ne faceva richiesta.
I valori fissati dalla legge fanno riferimento alla radiazione di fondo (naturale) caratteristica di ogni località. L’allarme scatta quando si rilevano valori che siano cinque volte superiori: ebbene, in nessuna delle oltre trenta analisi effettuate, tale limite è stato raggiunto o superato. Anzi, i valori sono sempre ben al di sotto.
A tutt’oggi è indagato il varesino Antonio Bardelli, 48 anni, di Cuveglio, legale rappresentante, nonché socio, della Emmelle Eco Division, la società con sede a Varese, in via Magenta 50, e deposito a Rozzano, Milano, che ha importato la partita incriminata, bloccata alla dogana di Aosta. L’ipotesi
di reato è di commercio di sostanze adulterate. La Guardia di finanza ha sequestrato tutta la documentazione relativa all’importazione del pellet dalla Lituania, quindi la corrispondenza con la società Graanol Invest, che appunto ha venduto la partita nella quale era stata rilevata la presenza di cesio 137.
s.bartolini
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