MILANO Dopo l’esordio dei Beady Eye, la nuova band dell’irrequieto Liam Gallagher, era forte l’attesa per la risposta che sarebbe arrivata dal fratello Noel, l’altra metà dei disciolti Oasis, la parte più riflessiva, la mano che ha messo la firma sui più grandi successi della band di Manchester.
“Noel Gallagher’s High Flying Birds”, è il nome di un progetto, ma anche dell’album che ne è il primo prodotto ufficiale, dopo la gustosa anticipazione estiva del singolo “The death of you and me”, ballatona che non sposta di una virgola l’evidente background beatlesiano. Il disco, che uscirà il 18 ottobre per la Warner, è stato presentato in questi giorni a Milano. Ne abbiamo parlato con il suo autore durante un incontro pieno di ironia.
Nella storia degli Oasis ci son state altre rotture, ma mai fino a una vera separazione. Cosa è cambiato?
Credo sia stato tutto normale. In realtà i problemi ci sono fin da quando abbiamo cominciato. Abbiamo sempre fatto in modo che continuasse perché amiamo il rock’n’roll, e adesso siamo ancora qua, i Beady Eye ed io.
Le è piaciuto il disco di suo fratello?
Si, non male.
Vi siete sentiti in questo periodo?
Continuiamo a non rivolgerci la parola.
Chi sono gli High Flying Birds?
Non mi andava di mettere il mio nome da solo su questo disco. Mi sono avvalso di un gruppo aperto di musicisti. Qualcuno di essi mi accompagnerà anche dal vivo. Agli Oasis non rimproverò niente. Amavo essere in quella band, ma non mi sono precluso nulla. Ho trovato perfino un tizio che ha suonato i bicchieri del vino e un altro una sega.
Il suo tour partirà il 23 ottobre e toccherà l’Italia, il 28 novembre, all’Alcatraz di Milano. Sarà diverso che suonare negli stadi?Non so, non mi sono posto il problema, non so cosa succederà e
nemmeno penso a quanto questo disco venderà. L’unica cosa che mi preoccupa è che adesso dovrò stare al centro del palco. In ogni caso sarebbe scandaloso anche solo pensare di poter raccogliere quanto hanno raccolto gli Oasis in questi anni.
Suonerà anche le vecchie canzoni?
Non ho ancora deciso la scaletta. Comunque si, suonerò un sacco di canzoni che ho scritto io.
Che cosa pensa delle band che si riformano per soldi?
La cosa non mi scandalizza. Credo che se facessero un offerta milionaria anche i Led Zeppelin la prenderebbero in considerazione.
Ma gli Oasis si riuniranno?
Sicuramente non quest’anno.
Fabio Borghetti
Ecco il video dell’intervista WR2Radio Germany (in tedesco con sottotitoli)
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v.colombo
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