Noi a testa in giù viviamo meglio

Il direttore spiega perché la prima pagina del nostro giornale oggi ha qualcosa che vi avrà lasciato un po’ perplessi

Non è un pesce d’aprile e non fa ridere, magari sorridere, perché non ci piace prenderci troppo sul serio. Noi siamo fatti proprio così, non solo oggi: guardiamo il mondo a testa in giù, come questa prima pagina. Perché, da là sotto, si vede (si vive) meglio. E riesci ancora a stupirti di quello che c’è sopra. Non camminiamo sui tetti, non abbiamo la verità in bocca. Ci sporchiamo le mani, ascoltiamo gli ultimi e non i primi. Guardiamo avanti, indietro e sopra ma da un’altra prospettiva. Dividiamo, piangiamo, ridiamo. Mescoliamo le carte. Abbiamo valori diversi, contrari a quelli correnti. Prendiamo un puntino e, se ci colpisce con la sua umanità, lo facciamo diventare cielo. Non abbiamo paura di dedicare una pagina di sport su quattro ai disabili perché, nel mondo capovolto, la prima cosa che vedi sono le ruote di una

carrozzina. E così il Varese non è ultimo in classifica ma sempre primo, a volte sono gli animali che portano al guinzaglio i padroni e anche i fiori o le formiche sono grandi, questo perché, risalendo con lo sguardo, ci imbattiamo solo nelle cose fatte col cuore. Sentiamo il profumo della terra e impariamo dalle radici che per gli altri sono solo un fardello da onorare. Viviamo sulla strada dove devi camminare, soffrire, lottare e bussare a tutte le porte, anche se sono sbarrate, se vuoi portare a casa la pagnotta. Le poche volte che guardiamo in alto, non ci specchiamo nelle nuvole ma cerchiamo le facce degli altri, i giovani soprattutto, da cui impariamo senza pretendere di insegnare. E comunque, non ci verrà mai il sangue alla testa: ce l’abbiamo già.