– Partiamo così, come il cavallo “di rincorsa” del Palio di Siena. In coda al gruppo e a canape abbassato. Tanti anni fa qualcuno molto più importante di noi si presentò dicendo “se sbaglio mi corigerete” entrando nella storia. Noi molto meno importanti di lui ci accontentiamo di entrare nelle case per mettere in mano una penna o un pc a chi vuole raccontarsi. A chi vorrà scrivere ragionando sul noi, tenendo in tasca l’io perché in ogni angolo della provincia di Varese ci sono persone che del noi hanno fatto una ragione di vita. Le persone della Varese con la voce bassa e allergiche alle vetrine che in questo nostro spazio settimanale scriveranno e leggeranno di loro. Non tanto per quello che sono, soprattutto per quello che fanno. Poco importa se qualcuno ne avrà male perché abituato ad
assegnare etichette, frequentazioni, amicizie, fede politica o religiosa. Saremo curiosi del con e infastiditi dal contro. Liberi di scrivere di noi e degli altri a testa alta e senza guanti bianchi. Non saremo grammaticamente e politicamente corretti perché le nostre priorità sono altre. Vogliamo arrivare ovunque ci sarà qualcuno predisposto al racconto del noi. Non aspetteremo più di essere chiamati. Chiameremo noi e faremo domande. Mai contro, sempre con qualcuno e per qualcosa. La parola “diversamente” l’abbiamo usata per cambiare formato e voltare pagina. Adesso la mettiamo da parte per informare e raccontare la normalità per quello che è. Quella che ci piace, quella che non ci piace e quella che dobbiamo e possiamo cambiare disdegnando le entrate secondarie, bussando e chiedendo con educazione di entrare dalla porta principale per accendere una luce e sparigliare le carte. Noi Siete Voi Siamo.













