«Non possiamo assumerci le responsabilità delle famiglie»

Raffaele Fagiasi spiega la politica adottata dal bar Cavallotti per contrastare il fenomeno

Troppe intossicazioni etiliche e a finire nell’occhio del ciclone sono i bar che somministrano alcool, anche ai minorenni e a chi è già visibilmente ubriaco, ma non in tutti i locali è così. Il bar Cavallottifa scuola e la sua politica aziendale è «di non dare da bere a chi ha già esagerato e mai oltre le due di notte. I minorenni purtroppo se lo portano da casa».

Solo nella giornata di venerdì sono stati tre gli interventi dei sanitari per intossicazioni etiliche, in pieno giorno. E durante le sere dei fine settimana qualcuno fa sempre tappa al Pronto Soccorso con un tasso alcolemico da capogiro. Un problema che coinvolge adulti e ragazzini nella stessa misura e a cui alcuni gestori dei locali pubblici stanno cercando di trovare una soluzione.

«Noi abbiamo deciso che dalle 2 di notte non somministriamo più alcolici – spiega Raffaele Fagiasi, responsabile del bar Cavallotti – Ci sembra un orario ragionevole per decretare una serata alcolica finita. Chi chiede ancora da bere oltre quell’orario vuol dire che non ne ha mai abbastanza e per quanto ci riguarda non vale la pena per 5/10 euro tenere una persona ubriaca nel locale».

Non piace nemmeno che le persone arrivino ubriache in altri bar dal Cavallotti, a creare problemi ai colleghi.

«Quando vediamo che un gruppo ha già alzato troppo il gomito e comincia a dare segnali di esuberanza ci rifiutiamo di servire altri alcolici – aggiunge – Abbiamo un servizio di sorveglianza che paghiamo privatamente proprio per evitare che l’atmosfera si scaldi troppo».

E per i ragazzi la politica è ancora più serrata. «Partiamo dal presupposto che oggi è veramente difficile stabilire l’età dei ragazzi. Ci sono sedicenni alti un metro e novanta e muscoli scolpiti – ammette – però più o meno si individuano da alcuni comportamenti e anche in questi casi non serviamo alcolici. Il problema comunque rimangono i genitori che li fanno uscire con troppi soldi in tasca e fino a tardi la notte». Il problema non è solo quello. «Arrivano in centro già muniti di alcolici che comprano al supermercato. Ordinano una bibita e poi l’aggiunta di alcool la fanno loro a parte. Così il fenomeno diventa ingestibile, almeno da parte nostra. Come titolari di locali non possiamo assumerci responsabilità che non sono nostre, ma delle famiglie».

Questa non è una novità in realtà. Nei luoghi di ritrovo serale dei ragazzi più giovani si trovano, tra l’immondizia che si lasciano alle spalle, anche bottiglie di alcolici che nei bar non sono vendute. «I controlli da parte delle forze dell’ordine ci sono e sono frequenti, ma occorre che tutta la categoria adotti lo stesso metodo, altrimenti poi non ci si può lamentare».