Non solo stalking In famiglia nove violenze su dieci

Non solo stalking In famiglia nove violenze su dieci

VARESE Bene punire lo stalking, ma la stragrande maggioranza delle violenza contro le donne avviene in famiglia e lì la legge difficilmente arriva, e ancor più raramente punisce. A metterla in questi termini è Camilla Zanzi, presidente di Eos, l’associazione varesina che dal ’98 si occupa di donne che subiscono violenza, referente locale del numero verde «1522»: «Lo stalking non rappresenta che una minima parte delle violenze subite dalle donne – spiega – e la legge che giustamente lo punisce viene sventolata dalla classe politica per nascondere il disinteresse ad affrontare e risolvere per davvero il problema sin dentro le mura di casa. É in famiglia che avvengono il 90% delle molestie fisiche e verbali subite dalle donne, mentre lo stalking lo commettono gli ex, quando la coppia si è già separata».Parole le sue che si basano sui dati: delle centinaia di donne che hanno chiamato Eos nel 2009, 93 sono arrivate a colloquio con assistenti sociali, psicologi o avvocati dall’associazione. Di queste 7 avevano subito stalking. «Altre tre lamentavano una situazione simile ma i loro racconti erano contraddittori, poco credibili e quindi le consideriamo situazioni di disagio femminile», spiega la Zanzi. Sono 7 anche i casi di violenza sessuale, di cui uno solo perpetrato da una persona estranea. Dunque, escluse queste otto donne, tutte le altre la violenza l’hanno subita dentro casa, stupro incluso. Secondo la Zanzi anche l’ultima condanna a Busto

Arsizio, è l’esempio di un sistema incompleto: «Sono felicissima che si sia arrivati a condanna nel giro di un anno, ma è paradossale che questo sia avvenuto grazie alla legge sullo stalking, quando il colpevole aveva commesso anche violenza sessuale – spiega la Zanzi – di fatto perseguire lo stupro, che è un reato più grave, è più difficile e richiede più tempo di quanto non accada per lo stalking, che è un reato minore». «Eos ha sempre denunciato la violenza dello stalking che è persecuzione – afferma – Non è il risultato di un raptus di rabbia ma è una violenza premeditata, praticata in maniera meticolosa, costante e ossessiva. Per questo abbiamo accolto con favore la nuova legge, ma non basta, e soprattutto non incide sulla maggior parte delle violenze».Secondo la Zanzi manca la volontà politica di puntare i riflettori sulle famiglie per scoprire, e fermare i casi di violenza: «Ora, anche quando emergono, le istituzioni non sono in grado di proteggere le donne». «Troppi i casi in cui le forze dell’ordine entrano in casa dopo il pestaggio, magari avvisati dai vicini, ma vanno via accontentandosi di poche scuse», denuncia Eos citando poi un esempio concreto: «C’è una donna in ospedale da due mesi a causa del pestaggio subito dal convivente. Tra pochi giorni sarà dimessa, ma non sappiamo dove ospitarla. Mancano strutture di accoglienza e il comune di appartenenza non ci aiuta».

e.marletta

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