Roma, 28 lug. (TMNews) – Ander Behring Breivik non voleva assolutamente morire. I momenti concitati dello sbarco sull’isola di Utoya dell’unità speciale della polizia norvegese sono stati raccontati nei dettagli da alcuni dei protagonisti durante la conferenza stampa di ieri. “Quando lo abbiamo visto, aveva le mani sulla testa. La sua arma era a terra, a una quindicina di metri da lui. Poi uno dei nostri lo ha bloccato, mentre gli altri correvano a prestare i primi soccorsi”, ha testimoniato Haavard Gaasbakk, comandante della squadra.
La decisione di non sparargli addosso è stata presa “nel giro di pochi istanti”, anche perché Breivik rispondeva a tutti gli ordini ed era chiaramente intenzionato ad evitare uno scontro a fuoco, ha aggiunto Andesrs Snortheimsmoen, capo della Delta Force, l’altra unità arrivata sull’isola dove il killer aveva appena compiuto la strage.
Fcs
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