Oltre 400mila firme contro la riforma della legge sulla caccia: appello al Parlamento

Le associazioni propongono anche specifiche misure: divieto di caccia ad almeno 300 metri da abitazioni, strade e sentieri (foto d'archivio)

ROMA – Sono più di 400mila le firme raccolte dalle petizioni promosse da Fondazione Capellino, Legambiente, Lipu e WWF Italia per chiedere al Parlamento di fermare le modifiche peggiorative della legge 157/92 sulla tutela della fauna e la caccia. Le firme sono state simbolicamente consegnate oggi ai parlamentari a Roma, nella Sala stampa Caduti di Nassirya del Palazzo Madama, durante la conferenza stampa congiunta organizzata su iniziativa del senatore Nicola Irto.

Secondo le organizzazioni, la mobilitazione è ampia e politicamente trasversale e punta su sicurezza, scienza e interesse collettivo. I cittadini chiedono di ritirare il disegno di legge Malan (As 1552), non estendere la caccia a nuove specie, escludere quelle in cattivo stato di conservazione, vietare pratiche crudeli come la cattura di uccelli selvatici o l’uso di richiami vivi, garantire la centralità della scienza indipendente e il principio di precauzione, rafforzare la tutela della biodiversità e aumentare la sicurezza dei cittadini in aree periurbane, rurali e montane.

Le associazioni propongono anche specifiche misure: divieto di caccia ad almeno 300 metri da abitazioni, strade e sentieri, stop alla caccia nei giorni di maggiore affluenza turistica, obbligo di giubbotti ad alta visibilità e sistemi di tracciabilità digitale durante l’attività venatoria. Inoltre, suggeriscono di destinare parte delle tasse di concessione venatoria al Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei carabinieri per rafforzare personale e controlli.