BUSTO ARSIZIO I funerali del professor Roggia, morto ieri a 98 anni, si svolgeranno giovedì a Sant’Edoardo. Domani probabilmente sarà portato al tempio civico.
Ecco il messaggio del sindaco
Carissimo professor Gian Battista (mi consenta di chiamarla come mi fu presentato al ginnasio), oggi, come direbbero gli “stolti”, scompare dalla nostra vista la sua straordinaria figura.
Credo che, lungi dall’assecondare il complesso e confuso succedersi di immagini, d’emozioni, di ricordi che riempiono in questo istante la mia mente e il mio cuore e che finirebbero con l’avere la cappa dell’eccessivamente intimo e personale, mi spetti oggi il compito di farmi portatore del ringraziamento con cui certamente Busto desidera accompagnarla all’anteprima del concerto celeste.
Un ringraziamento all’uomo, al suo rigore, alla sua unica ed intensa passione per gli studi classici, non solo come indistruttibile curiosità per il profondo della storia, ma come intensa sede per l’intimità dell’uomo. Un grazie all’appassionato bibliofilo che fondò, servì e fece crescere la biblioteca civica, come luogo in cui chiunque, a prescindere
dal ceto e dal censo, potesse migliorarsi attraverso il merito, lo studio e la speculazione intellettuale. Un grazie all’educatore che tanta memoria, passione, affetto ha saputo mantenere nei suoi alunni, allievi e discepoli. Un grazie all’innamorato della libertà senza compromessi e come imprescindibile presupposto per la dignità dell’uomo e per una società migliore.
Un grazie per aver accettato la benemerenza cittadina al mio primo anno di sindaco a testimonianza non di un narcisistico desiderio ma di un servizio di testimonianza ad una Città che, ad onta dei luoghi comuni nell’eccellenza formativa, culturale ed etica, ha avuto, ha e potrà ancora avere una concreta dimostrazione di fiducia e speranza.
Grazie, anche perché, nella sua discrezione, umiltà, ma consapevole grandezza, accetterà oggi sì, avendo chiuso gli occhi, di vegliare eternamente sulla biblioteca civica Battista Roggia.
Il sindaco Gigi Farioli
m.lualdi
© riproduzione riservata










