Ospedale crollatoin lista nera da 12 anni

Ospedale crollatoin lista nera da 12 anni

VARESE Porta la firma varesina la relazione finale della commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema sanitario approvato il 14 giugno 2000 dove, tra gli altri, spicca proprio l’ospedale San Salvatore dell’Aquila balzato tragicamente alle cronache dopo il terremoto in Abruzzo. Che fosse una struttura non all’altezza delle aspettative lo si legge chiaramente nella relazione stilata dalla commissione dopo un sopralluogo che risale addirittura al 13 dicembre 1997.«L’irrazionalità e l’obsolescenza dell’impianto costruttivo, – si legge nel documento – la scarsa qualità dei materiali impiegati oltre all’enorme dispersione dei percorsi orizzontali fanno ritenere che le spese di gestione del complesso saranno tali da rendere problematico l’equilibrio finanziario dell’Azienda». Quindi già allora, e si sta parlando del 1999, anno dell’attivazione del nosocomio, la struttura era considerata obsolescente.«E’ evidente che stortura principale di alcuni edifici pubblici – spiega il varesino Onorevole Antonio Tomassini, ai tempi presidente della commissione parlamentare d’inchiesta del sistema sanitario nazionale – nascono dal male affare della politica». Un opera faraonica se si pensa che dal 1972 anno d’inizio della costruzione al 1999 anno dell’inaugurazione sono trascorsi ben 27 anni. Per non parlare dei fondi stanziati. Infatti il progetto generale prevedeva una spesa di 11.395 milioni per una capienza di 1100 posti letto ma ridotti poi a 560. Negli anni successivi vennero erogati altri finanziamenti per complessivi

164.000 milioni. E oggi, dopo la scossa del 6 aprile scorso, il San Salvatore riaprirà i battenti, anche se al momento verranno riattivate solo la diagnostica per immagini e la radioterapia. Ma lo domanda che si pongono lecitamente in molti è: c’è da fidarsi? «Ho sentito alcune dichiarazioni autorevoli – continua Tomassini – e alcune zone del nosocomio possono essere tranquillamente utilizzate. Soprattutto, e ci tengo a specificarlo, mi fido sia delle perizie tecniche effettuate dalla commissione dei Vigili del Fuoco che della Protezione Civile. Inoltre confido nelle capacità organizzative di Bertolaso che ho avuto modo di conoscere e apprezzarne il lavoro». Quindi tutto torna come prima? «Assolutamente no, dico che al momento è utile sfruttare le aree agibili ma di pensare alla costruzione di un nuovo nosocomio da realizzare in un tempo massimo di due, proprio per evitare sprechi e soprattutto anacronistico. Inutile sottolineare che bisognerà vigilare costantemente sulla costruzione». E a proposito di sprechi, sempre nella relazione si fa riferimento ad aree inutilizzate fin dall’inizio del nosocomio.«L’ospedale – si legge – edificato secondo l’iniziale dimensionamento, presenta vaste aree che non verranno utilizzate per funzioni assistenziali vista la riduzione operata nei posti letto”. E ancora “Ha spazi per la degenza angusti modulati a corpo triplo con una prevalenza di stanze a quattro letti».Anna Caldera

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google