VARESE Sei varesini al Pirellone. Anzi, otto. I primi faranno a breve il loro ingresso (o ritorno) in consiglio regionale grazie alla spinta propulsiva dei voti di preferenza. Gli ultimi lo faranno sulla scia del presidente Roberto Formigoni e dell’alta collocazione nel listo bloccato (e dimezzato, da sedici a otto) che garantisce l’automatica elezione in caso di vittoria.Questo il quadro che s’è delineato al termine di una lunga, combattuta e spesso sofferta campagna elettorale, e di uno spoglio che negli 811 seggi della provincia di Varese s’è concluso solo a tarda notte. Testa di serie incontrastata delle elezioni regionali 2010, l’assessore regionale alle infrastrutture uscente Raffaele Cattaneo (Pdl), balzato a quota 14.556 preferenze distanziato i competitor più diretti – Rienzo Azzi e Luca Ferrazzi, entrambi Pdl – grazie a una potente iniezione di consensi dal capoluogo (dove ha macinato 2.400 voti, doppiando il secondo classificato) e a un’ottima tenuta nei bastioni del Sud, a cominciare da Busto Arsizio e Saronno. Ottimi risultati del fedelissimo del presidente Roberto Formigoni anche – tanto per fare qualche esempio – nelle amministrazioni di Cassano, Angera, Azzate, Bisuschio, Buguggiate, Gerenzano, Induno, Olgiate, Samarate e Vedano. Cattaneo riesce nell’impresa di distanziare tutti e di fare meglio del formigoniano che, cinque anni fa, l’aveva preceduto nell’arena delle preferenze, Paolo Valentini Puccitelli, che si era fermato a quota 7754. Cattaneo supera anche l’altro assessore uscente, Massimo Buscemi (eletto questa volta nel collegio di Milano), che nel 2005 aveva superato i diecimila consensi. Buono il risultato di Rienzo Azzi che ha superato il rivale Luca Ferrazzi grazie al feudo di Saronno e alla sostanziale tenuta a Gallarate (dove lo scarto è stato di una manciata di voti) e Varese (dove ha vinto nel confronto sia con Zocchi che con Ferrazzi). Per lui,
più di ottomila preferenze e una promessa: «Non farò l’assessore».Conferme e volti nuovi in casa Lega. Nel primo caso si tratta di Luciana Ruffinelli che, nella sola città di Busto Arsizio – suo incontrastato bastione – ha macinato più di mille e cinquecento preferenze, balzando al secondo posto. Ovvero, in coda alla vera rivelazione leghista di questa tornata, Giangiacomo Longoni, protagonista di una campagna elettorale mastodontica, supportata da molti giovani del partito oltre che dal vicecapogruppo della Camera (ed ex presidente della Provincia) Marco Reguzzoni. A lui sono andate 3.946 preferenze, contro le 3.850 dell’uscente e riconfermata Luciana Ruffinelli, grazie agli sprint di Ispra, Castellanza e Saronno e alla capacità di mantenere voti in pressoché tutta la provincia. Lotta all’ultimo voto in casa Pd dove il consigliere regionale uscente, e riconfermato, Stefano Tosi, ha dimezzato le 13mila preferenze di cinque anni fa e si è fermato a quota 6680, grazie al supporto delle città di Varese e di Busto Arsizio e di comuni come Sesto Calende, Vergiate, Caronno Varesino, Castiglione e Tradate. Secondo per un soffio (meno di cinquecento preferenze) l’altro eletto del Pd, il vicesegretario regionale Alessandro Alfieri, che s’è imposto in comuni come Cassano Magnago, Vedano Olona, Venegono, Cunardo e Gallarate, ma ha tenuto nel capoluogo, dove è anche consigliere comunale. Ma non si ferma qui il plotone dei rappresentanti varesini in consiglio regionale: il listino bloccato del presidente Roberto Formigoni ha garantito l’ingresso di Paolo Valentini Puccitelli, già capogruppo uscente del Pdl al Pirellone e dell’ex fisioterapista samaratese del Milan, Giorgio Puricelli. Niente da fare, invece, per il consigliere regionale uscente di Sinistra Ecologia e Libertà, Mario Agostinelli, che non è riuscito a imporsi né a Varese né a Milano. Entra invece, ma nel collegio bresciano, Renzo Bossi con dodicimila preferenze.
s.bartolini
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