P3/ Bankitalia: Da Verdini conflitto interessi su Ccf,ma lui nega

P3/ Bankitalia: Da Verdini conflitto interessi su Ccf,ma lui nega


Roma, 14 ago. (Apcom)
– P3, nuovo capitolo. E’ di oggi la notizia dei contenuti del documento con cui la Banca d’Italia, dopo controlli e accertamenti durati diverse settimane e che hanno riguardato conti e depositi del Credito cooperativo fiorentino dal 25 febbraio al 21 maggio scorsi, ha chiesto al ministero dell’Economia l’amministrazione straordinaria dell’istituto di credito toscano. Sostanzialmente, secondo palazzo Koch, il Ccf, di cui era presidente il coordinatore del Pdl Denis Verdini, sarebbe stato protagonista di alcune malversazioni.

Dai rilievi di Bankitalia, infatti, risulterebbero ‘gravi carenze’ degli organi aziendali, con accentramento dei poteri nelle mani del presidente Verdini; inoltre, ci sarebbe stato un potenziale conflitto di interesse dello stesso Verdini con la banca per affidamenti di oltre 60 milioni di euro e, in più, sarebbero stati decisi impieghi spesso a rischio in contrasto con gli obiettivi mutualistici dell’istituto di credito. Stando alle cronache, il Credito cooperativo fiorentino è stato commissariato dal ministero dell’Economia il 27 luglio, dopo la richiesta presentata da palazzo Koch per “per gravi irregolarità nell’amministrazione e gravi violazioni normative”, secondo quanto stabilito dal testo unico della finanza.

Tutte accuse che Verdini respinge integralmente. “In merito alle contestazioni di Bankitalia dopo l’ispezione al Credito cooperativo fiorentino – scrive infatti Verdini subito dopo la diffusione del verbale di Bankitalia – rilevo che si tratta dell’inizio di un provvedimento amministrativo al quale risponderò puntualmente e adeguatamente nei termini previsti dalla legge. Per quanto riguarda il mio ‘potenziale conflitto di interessi’ nei confronti del Ccf, questo è fondato su ipotesi errate di fatto e di diritto, la cui insussistenza sarà presto dimostrata, in quanto ho sempre operato nella massima trasparenza e nell’interesse della banca”.

“Rilevo inoltre – sottolinea ancora Verdini – che nella delibera degli ispettori non c’è traccia alcuna delle infamanti ipotesi uscite sulla stampa nei mesi scorsi, tese a individuare nel Ccf un crocevia di tangenti e di malaffare. Come ho già spiegato ai magistrati, da tempo non ho rapporti in società operative con l’imprenditore Riccardo Fusi, e i crediti erogati alla Btp sono sempre stati pienamente garantiti. Respingo dunque con fermezza – conclude il coordinatore del Pdl – sia le contestazioni sul conflitto d’interessi che quelle relative ad inesistenti operazioni anomale”.
(segue)

Gic

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