P4/ Link Papa-Tedesco imbarazza Pd. Bersani: Noi per arresto

P4/ Link Papa-Tedesco imbarazza Pd. Bersani: Noi per arresto

Roma, 19 lug. (TMNews) – Al Senato assicurano che la richiesta di contemporaneità tra il voto sulla richiesta di arresto per Alfonso Papa e quello sui domiciliari per Alberto Tedesco è stata fatta proprio per troncare sul nascere qualsiasi sospetto di ‘accordi segreti’ Pd-Pdl, ma la verità è che la vicenda sta facendo fibrillare i democratici ed è il voto segreto la trappola che può incastrare Pier Luigi Bersani. Il segretario oggi pomeriggio ha speso parecchio del suo tempo a cercare di sbrogliare la matassa e alla fine ha scelto di affidare alle agenzie una dichiarazione in chi chiede l’arresto per entrambi i parlamentari e il voto palese. Una presa di posizione che non basta a placare l’imbarazzo e i malumori.

Il timore che circola tra i democratici, soprattutto quelli di estrazione ex Margherita, è che alla fine passi il messaggio dello ‘scambio dei prigionieri’: “La Lega – diceva oggi pomeriggio un autorevole esponente del partito – nel segreto dell’urna voterebbe contro l’arresto di Papa. Ma farebbero passare la voce che sono stati alcuni dei nostri a fare scudo al deputato Pdl”. Una voce che diventerebbe difficile da contrastare se anche Tedesco, al Senato, dovesse spuntarla.

Non a caso, infatti, raccontano che il vice-segretario Enrico Letta, per esempio si sia molto arrabbiato, quando ha saputo che il partito al Senato aveva chiesto la contemporaneità del voto. E Dario Ginefra, ex Ppi, ha definito “un errore” la richiesta avanzata da Nicola Latorre in conferenza dei capigruppo a palazzo Madama.

Al Senato, d’altro canto, assicurano che la decisione è stata presa informando Berasani e la capogruppo Anna Finocchiaro ha voluto dare copertura alla decisione di Latorre: “Ci sembra il modo più trasparente – ha detto la Finocchiaro – per affrontare un passaggio delicato e per evitare qualsiasi strumentalizzazione. Domani proporrò al mio gruppo di dire sì, nell’aula di Palazzo Madama, all’autorizzazione a procedere agli arresti domiciliari del senatore Alberto Tedesco. E’ ovvio che ci opporremo a qualsiasi richiesta di voto segreto perchè tutto avvenga pubblicamente e venga fugato ogni dubbio su possibili ‘inciuci'”.

Esattamente la linea che lo stesso Bersani aveva indicato poco prima, dopo aver fatto il punto alla Camera con Dario Franceschini e Letta: “Domani c’è anche l’appuntamento per
l’autorizzazione all’arresto. Noi ci opporremo, sia qui che al
Senato, a chiunque chieda il voto segreto: noi non lo chiediamo e ci opponiamo a chiunque, alla Camera e al Senato, chieda il voto segreto. E siamo per dare l’autorizzazione all’arresto sia alla Camera che al Senato”. Il problema, appunto, è che il voto segreto rischia di sollevare i veleni: se entrambi i parlamentari verranno ‘salvati’ col voto segreto, Bersani dovrà faticare per contrastare il messaggio dello ‘scambio dei prigionieri’ che il centrodestra ha già cominciato a far circolare.

Adm

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