– Il patto di stabilità è salvo. Il Comune chiuderà il bilancio vendendo le azioni di A2a per un importo pari a un milione e 500mila euro, se lunedì o martedì la banca (per un accordo con la Cassa depositi e prestiti) depositerà sul conto del Comune 2,6 milioni di euro, pari al debito che Aspem Reti ha con Palazzo Estense.Se ciò non dovesse accadere, la delibera approvata ieri in consiglio
comunale consente di vendere azioni di A2a fino a 4,1 milioni di euro. A questo si è giunti nel corso un consiglio comunale in extremis, convocato durante le feste di Natale, come non succedeva da 37 anni. Folto il pubblico: la giornata si preannunciava storica, dal momento che nel consiglio precedente la maggioranza si era spaccata. Se si fosse ripetuta la stessa cosa, si vociferava che il sindaco avrebbe potuto dimettersi.
, capogruppo del Pd, è entrato in aula con un plico di 200 emendamenti, intenzionato a discuterli tutti, quindi ad andare avanti fino a notte fonda, se non si fosse tolto dal bilancio del Comune il milione della Provincia.
Milione che spetta al Comune per l’accordo di programma di piazza Repubblica, ma che non è scritto da nessuna parte debba pervenire entro la fine dell’anno. Che le cose si sarebbero invece risolte in tempi brevi è stato chiaro quando il consigliere di Liberi per Varese, , ha presentato un emendamento facendo sua la richiesta di Mirabelli.
Sotto accusa rimane la tempistica: «Si arriva all’ultimo dell’anno vendendo il nostro patrimonio», ribadisce di Ncd, ex esponente della maggioranza.
Il sindaco Fontana ha tenuto una vera e propria arringa, infarcita di perplessità sul governo Renzi: «Ci si accusa di aver accertato la situazione oggi, ma l’ultima data dei versamenti fiscali era il 16 dicembre. Quindi non siamo noi a essere in ritardo». Per quanto riguarda il milione di Villa Recalcati, il sindaco ha aggiunto: «Dopo gli approfondimenti, si è visto che la somma non poteva essere versata dalla Provincia. Non c’è stata la volontà di accusare nessuno». di Movimento Libero ha presentato 6 emendamenti. Il primo è passato: riguarda il dovere di informare i consiglieri comunali dell’avvenuta vendita di azioni. Gli altri – tutti rigettati – riguardavano aspetti tecnici, come inserire nella delibera il debito di Aspem Reti, cosa che secondo l’opposizione avrebbe avuto più senso che far figurare il milione della Provincia.
Alla fine l’ordine del giorno è stato approvato, con 19 voti favorevoli e 11 contrari.
È passata dunque la stessa delibera che il cosiddetto “gruppo di dissidenti” di Liberi per Varese – composto da , e – aveva bloccato la volta scorsa, uscendo dall’aula per l’immediata esecutività, dove serve il numero minimo di 17 presenti. «Ma adesso abbiamo avuto delle rassicurazioni e dei chiarimenti, e saputo che le quote saranno vendute per un massimo di un milione e mezzo di euro», spiega Galparoli.
E a cose fatte Fabrizio Mirabelli sottolinea: «Come andiamo dicendo dal 2010, le azioni di A2a erano state date per 2,53 euro l’una. Adesso le vendiamo a 0,83 euro, cioè circa a un terzo del proprio valore».













