Roberto Maroni “scomunica” Padania Libera, la nuova associazione culturale dei bossiani. E annuncia che, al prossimo consiglio federale, porterà un provvedimento per rendere incompatibile l’iscrizione alla Lega Nord e quella all’associazione.
«È solo un’operazione nostalgica da trapassato remoto che crea confusione – sono le parole di Maroni – poiché non è un’associazione culturale ma si propone come movimento politico, sabato al consiglio federale proporrò, secondo lo statuto, un’incompatibilità della loro tessera con la tessera della Lega».
E quindi costringerà a scegliere tra le due tessere chi si è iscritto, a partire da uno dei fondatori, l’ex senatore . Il quale, se non volesse rinunciare a rimanere tesserato all’associazione culturale, rischierebbe quindi di essere espulso dal partito che lui stesso, insieme a, ha fondato.
Leoni inoltre è stato il primo consigliere comunale eletto dal Carroccio a Varese, nel 1985. L’associazione, la cui tessera numero uno è stata offerta, ma non ancora accettata, da Umberto Bossi, che rimane la figura alla quale l’associazione dice di ispirarsi, è stata presentata ufficialmente sabato scorso a Venezia.
Un altro varesino, dopo Leoni, presente all’ufficializzazione è .
Insomma, la “guerra” nella Lega va avanti. E vede adesso, come nel recente passato, sempre un’associazione culturale nel mirino.
Chi di spada ferisce di spada perisce, dice il detto. E infatti i primi a chiedere l’incompatibilità tra la tessera di un’associazione culturale e la Lega erano stati proprio i bossiani, con la famosa delibera federale contro Terra Insubre, approvata subito dopo il raduno di Pontida di tre anni fa, nel 2010.
All’epoca fu proprio Bossi ad “aprire le ostilità” su suggerimento dei suoi. Alla fine, l’incompatibilità venne meno dopo la vittoria di Maroni al congresso, anche se di fatto non fu mai veramente applicata.
In ogni caso mentre Terra Insubre appare un’associazione culturale a tutti gli effetti, Padania Libera mostra, almeno in questa fase iniziale, una connotazione più politica. Insomma, associazione di nome, partito di fatto. Al consiglio federale la sentenza.n M. Tav.
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