Roma, 26 ago. (Ap-Apcom) – I talebani in Pakistan hanno minacciato di attaccare gli stranieri che giungono nel paese per aiutare le popolazioni nelle regioni alluvionate, e le Nazioni Unite stanno per questo rivedendo misure di sicurezza per i membri del suo staff. La presenza di stranieri è “inaccettabile” ha detto all’Associated Press Azam Tariq, un portavoce dei talebani pachistani, sostenendo che gli Stati Uniti e gli altri paesi che hanno offerto aiuti non sono in realtà interessati ad aiutare le vittime delle recenti alluvioni ma nascondono invece altri fini da lui non specificati.
“Dietro le quinte hanno altre intenzioni” ha detto Tariq all’Associated Press parlando per telefono da una località non precisata. “Nessun aiuto sta raggiungendo le popolazioni colpite, e quando le vittime non ricevono aiuto queste orde di stranieri sono inaccettabili”, ha aggiunto. E quando “diciamo che per noi è inaccettabile, dovete tirare voi le conclusioni”.
Anche gli Stati Uniti hanno avvertito che c’è un reale rischio di attacchi contro gli operatori umanitari stranieri, ma nonostante le minacce le Nazioni Unite hanno detto che non si faranno intimidire. “C’è molto lavoro da fare e milioni di persone hanno bisogno della nostra assistenza”, ha detto Maurizio Giuliano, portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Aiuti Umanitari. “Sarebbe disumano se qualcuno colpisse noi e il nostro lavoro, mettendo realmente in pericolo i milioni di persone le cui vite stiamo cercando di salvare”.
Non mancano però dei precedenti. Lo scorso ottobre i talebani pachistani avevano compiuto un attentato suicida contro un ufficio del Pam (Programma alimentare mondiale) a Islamabad, uccidendo cinque membri del suo staff. La comunità internazionale si è mobilitata promettendo finora 800 milioni di dollari in aiuti e squadre di soccorso, in favore delle popolazioni colpite dalle alluvioni (circa 20 milioni di persone, secondo stime del governo pachistano). Ma per fare fronte alla catastrofe umanitaria servono più aiuti, come ha fatto sapere l’Ong Agire, che da quando ha lanciato il suo appello sei giorni fa è riuscita a raccogliere solo 100.000 euro.
Plg
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