Palaghiaccio, una vergognaSpari alla copertura

Palaghiaccio, una vergognaSpari alla copertura

VARESE Due fori larghi quanto un dito – fori di proiettile s’ipotizza, nonostante la cautela degli inquirenti – distanziati all’incirca un metro l’uno dall’altro e scovati ieri mattina dai tecnici del Comune e della società sportiva Pattinatori ghiaccio, saliti sul tetto del PalaAlbani di Varese per mettere una toppa alle infiltrazioni d’acqua della sera prima e alla relativa figuraccia mondiale. Quella che qualche ora prima aveva costretto le nazionali italiana e ceca a levare baracca e baracconi per non finire sommerse dall’acquazzone piombato sulla prima giornata di gare del campionato del mondo di hockey in line.

QUALCOSA DI STRANO
Che figuraccia, urlavano i tifosi guardando quella pista trasformata in torrente. A ruota, il giorno dopo, l’affondo delle opposizioni a Palazzo Estense, da Fabrizio Mirabelli del Pd ad Alessio Nicoletti di Movimento Libero, tutti con il dito puntato contro il cattivo stato di salute di un impianto stordito dall’età e in continua manutenzione. Ma che ci fosse qualcosa di più della semplice usura lo si era capito sin dalla tarda mattinata di ieri quando, al capezzale dell’unico palazzetto del ghiaccio della provincia, si sono presentati gli uomini della scientifica e della digos. Chiamati dai tecnici e dell’amministrazione per far luce su quei due fori, spuntati sulla sommità della copertura e affacciati direttamente sulla pista del «Varese InLine».

TANTE LE IPOTESIE giù indiscrezioni e supposizioni, dal ritrovamento di un bossolo di proiettile calibro 7,65 (smentito dagli uomini della questura di Varese) alla presenza di ben quattro «sospetti» buchi. A gettare un po’ di luce sulla faccenda sono intervenuti il sindaco Attilio Fontana, il vicesindaco con delega agli impianti sportivi Giorgio De Wolf e l’assessore ai lavori pubblici Gladiseo Zagatto con una conferenza stampa urgente convocata alle 17.30 nella sede di Villa Recalcati: «I fori? Si è trattato di un danneggiamento fatto volontariamente» ha scandito il primo cittadino parlando di «fatto gravissimo» e annunciando una denuncia per «danneggiamento aggravato dal fatto che il Palaghiaccio è una proprietà pubblica». Nemmeno una parola sull’ipotesi dei proiettili – «le indagini sono in corso» – o sul presunto mandante. Certezze, invece, sulla responsabilità dell’allagamento, attribuito proprio a questi fori, e sul lasso temporale del blitz, tra il pomeriggio di domenica e la serata di lunedì. «I nostri tecnici hanno lavorato per una settimana al ripristino delle perdite del Palaghiaccio, che non sono una novità ma sono tenute sotto controllo e,

in genere, sono di scarsa portata», la ricostruzione di Fontana e De Wolf. L’ultimo intervento, domenica mattina, per mano degli stessi tecnici intervenuti ieri per posizionare un telo protettivo e garantire la ripresa dei mondiali in serata (e il recupero di Italia-Repubblica Ceca questo pomeriggio): «In occasione del temporale della Notte Bianca avevamo notato piccole infiltrazioni che sono state riparate». E quei fori, assicurano, non c’erano. «E non si tratta di grandine…» puntualizza Fontana, che crede in questo mondiale ma non può nascondere la preoccupazione. Dolo, ma perché? è la domanda. Intanto che il palaghiaccio non goda di ottima salute è evidente, come ha dimostrato l’acqua negli spogliatoi. E come testimoniano le frequenti aggiustatine alla copertura a suon di silicone. Anche per capire che fare dell’impianto, entro l’estate, verrà avviata un’indagine statica (la seconda in tre anni) per verificare la tenuta delle strutture portanti. Tenuta che oggi è garantita sì, ma non sempre: l’impianto ha l’obbligo di chiudere i battenti in caso di copertura nevosa oltre i 17 centimetri. Responso alla mano, la giunta potrà decidere. Sara Bartolini

e.marletta

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