Pallone ancora nel fango Tre partite del Varese e Grillo

Il virus è sempre in circolo «nel fango del dio pallone» verrebbe da dire, prendendo in prestito il titolo del libro con cui Carlo Petrini aveva denunciato il calcio scommesse degli anni Ottanta.

Quando tutto sembrava essere già stato visto, ecco che è scoppiato un nuovo caso: ieri, il giudice per le indagini preliminari di Cremona Guido Salvini ha disposto l’arresto di quattro persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.

Nella stagione 2012-2013 sarebbero state manipolate 53 partite e due riguardano le squadre della nostra provincia: Pro Patria-Santarcangelo, persa 0-1 dalla squadra di Busto Arsizio il 7 aprile scorso, e Varese-Livorno, persa 1-3 dai padroni di casa il 13 aprile.

Nelle 212 pagine dell’ordinanza del Gip Salvini, il nome del Varese ricorre 36 volte e si citano altre due gare dei biancorossi: Siena-Varese (5-0) del 21 maggio 2011 (match tirato in ballo già nel filone d’inchiesta di due anni fa), e Varese-Modena (3-0) del 14 maggio dello stesso anno. Da pagina 113 in poi si possono leggere le testimonianze di Carobbio, Gervasoni e Coppola su Siena-Varese mentre a pagina 167 si trova il capitolo intitolato “La manipolazione della partita Varese-Livorno” del 13.4.2013. Il risultato anticipato a Qiu Wang Yi» (il cinese detto Massimo) è «pienamente consapevole dei meccanismi illeciti alla base dell’attività». Nell’ordinanza del Gip Salvini si legge: «Il 13.4.2013 alle 10,46 Spadaro contatta Quadri dal solito telefono pubblico ritenuto sicuro. Nell’occasione (233) preannuncia a Quadri che più tardi gli avrebbe dato un’indicazione “gratis” con la quale presentarsi dal suo finanziatore, e cioè da Qiu Wang Yi, detto Massimo, per accreditare la serietà dell’iniziativa. “Così almeno socializziamo” – spiega Rinci. Più tardi si capirà che si tratta del risultato della partita manipolata Varese-Livorno, terminata con la vittoria in trasferta di quest’ultima per 3-1».

Nell’ordinanza si parla anche di Simone Grillo, che aveva giocato a Varese nel 2008: è il fratello e l’agente del terzino del Siena Fabrizio, anche lui ex biancorosso.

Rinci, uno degli arrestati di ieri, aveva contattato, il 2 maggio, Grillo «che, dando una risposta implicita alla richiesta di Rinci della conversazione precedente, gli chiedeva abbastanza esplicitamente se avrebbe potuto interessare anche una partita estera, o comunque un qualche affare da concludere con stranieri».

Questa la domanda intercettata: «… ma anche estero va bene?». Rinci rispondeva a Grillo che anche una partita estera avrebbe potuto interessarlo e se la cosa fosse «sicura al cento per cento». Grillo aggiungeva di avere «un referente a Varese».

Poche righe più sotto, a pagina 187 dell’ordinanza, si legge: «Grillo chiamava Rinci e lo rassicurava che si trattava di “gente fidata che si affida al Varese”. Specificava che si trattava di “gente pesante”, proveniente dall’Albania e con tanto denaro (“tanti schei”)».

Varese

© riproduzione riservata