Roma, 29 gen. (Apcom) – Le camere a gas? “L`unica cosa certa è
che sono state usate per disinfettare”. Lo afferma in
un’intervista alla ‘Tribuna’ di Treviso il prete lefebvriano don
Floriano Abrahamowicz.
Dopo la clamorosa intervista del vescovo Richard Williamson, che
minimizza la Shoah, altre affermazioni negazioniste. Don
Abrahamowicz (che il 15 settembre 2007 celebrò messa in latino a
Lanzago di Silea per il leader della Lega Nord Umberto Bossi)
rilancia la teoria per cui i numeri della Shoah sono un “problema
secondario”, accreditati dagli stessi capi delle comunità
israeliane subito dopo la liberazione “sull`onda dell`emotività”.
“E’ veramente impossibile per un cristiano cattolico essere
antisemita. Io stesso ho, da parte paterna, origini ebraiche”,
afferma il sacerdote. “Sicuramente è stata un`imprudenza di
Williamson addentrarsi nelle questioni tecniche. Nella famosa
intervista si vede che il giornalista è andato a parare su
quell’aspetto specifico. Ma bisogna capire che tutto il tema
dell’Olocausto si colloca a un livello di molto superiore
rispetto alla questione di sapere se le vittime sono morte a
causa del gas o per altri motivi”.
E lei cosa ne pensa delle camere a gas?. “Non lo so davvero. Io
so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma
non so dirle se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho
approfondito la questione. So che, accanto a una versione
ufficiale, esiste un`altra versione basata sulle osservazioni dei
primi tecnici alleati che sono entrati nei campi”.
Lei mette in dubbio il numero delle vittime dell`O locausto?
“No, non metto in dubbio i numeri. Le vittime potevano essere
anche più di 6 milioni. Anche nel mondo ebraico le cifre hanno un
valore simbolico. Papa Ratzinger dice che anche una sola persona
uccisa ingiustamente è troppo, è come dire che uno è uguale a 6
milioni. Andare a parlare di cifre non cambia niente rispetto
all`essenza del genocidio, che è sempre un`esagerazione”.
Un`esagerazione? In che senso? “I numeri derivano da quello che
il capo della comunità ebraica tedesca disse agli angloamericani
subito dopo la liberazione. Nella foga ha sparato un cifra. Ma
come poteva sapere? Per lui la questione importante era che
queste vittime sono state uccise ingiustamente per motivi
religiosi. La critica che si può fare al modo in cui in cui viene
gestita la tragedia dell`Olocausto sta nel dare ad essa una
supremazia in confronto ad altri genocidi”.
Ska
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