Parte da Busto Arsizio la sfida al colosso Gore-Tex

BUSTO ARSIZIO «Penalizzati dalle pratiche anti-competitive di Gore-Tex». Parte da Busto Arsizio la crociata contro il gigante delle membrane traspiranti: la OutDry Technologies dei fratelli Morlacchi ha inoltrato alla Commissione Europea di Bruxelles una denuncia contro la Gore per abuso di posizione dominante nel mercato delle membrane impermeabili e traspiranti per calzature e guanti e per violazione delle normative sulla concorrenza. «Attraverso contratti di esclusiva e pressioni sui fornitori – spiega il general manager di OutDry Technologies Matteo Morlacchi – precludono da anni al nostro prodotto innovativo di accedere al mercato e di prendersene una piccola fetta».Davide contro Golia, per certi versi, perché la bustocca OutDry Technologies, con sede produttiva in via del Bosco, nel rione Boschessa, a due passi in linea d’aria dalla Multimedica e dal PalaYamamay, è una piccola azienda innovativa e in grande crescita, ma prima di poter lanciare una sfida credibile al “Golia” del settore – la W. L. Gore & Associates Inc, di Newark, nel Delaware, detentrice del brevetto Gore-Tex – ha dovuto appoggiarsi ad un altro gigante dell’abbigliamento sportivo, la Columbia Sportswear di Portland, nell’Oregon, compagnia quotata al Nasdaq e

tra i marchi più innovativi al mondo nel campo dell’abbigliamento sportivo, che ha acquisito la proprietà di OutDry nel settembre 2010. Nata nell’incubatore di impresa del Polo Scientifico Tecnologico Lombardo dei Molini Marzoli grazie all’intraprendenza dei fratelli Matteo e Luca Morlacchi, che erano affermati manager nel settore, la OutDry ha lanciato sul mercato un’innovazione sensazionale: una membrana impermeabile traspirante ed eco-friendly ad alte prestazioni, utilizzata per guanti e calzature sportive. Oggi conta 8 dipendenti in via del Bosco e una sede operativa in Cina. «Da anni le prassi commerciali adottate da W. L. Gore & Associates impediscono sistematicamente a consumatori, marchi e produttori di guanti e calzature impermeabili e traspiranti di accedere alle innovazioni tecnologiche sviluppate da marchi concorrenti» precisa il direttore degli affari legali di Columbia Sportswear, Peter Bragdon. «Siamo stati notevolmente penalizzati nella nostra crescita da queste pratiche anti-concorrenziali – fa notare Morlacchi – oggi siamo più forti grazie all’appoggio della nostra casa madre. Senza Columbia non avremmo avuto la forza di intraprendere un’iniziativa del genere».Anche la commissione federale per il commercio statunitense, ha avviato un’indagine spontanea sulle pratiche anti-concorrenziali di Gore contro OutDry.

e.romano

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