VARESE Fontana lancia l’appello, i sindaci del Varesotto di ogni colore politico lo seguono a ruota e chiedono di devolvere il 5 per mille al proprio Comune. Con un particolare: mentre i piccoli si schierano in massa con il capoluogo, i grandi per ora disertano nel timore di fare passi falsi. L’iniziativa presentata questa mattina a Palazzo Estense ribadisce il messaggio forte e chiaro: chi è chiamato a dare servizi indispensabili ai cittadini non è più in grado di farlo perché asfissiato dalla mancanza di soldi, mai trasferiti dallo Stato, e dalla paralisi degli investimenti per colpa del patto di stabilità. Presenti in carne ed ossa i rappresentanti di Bodio Lomnago, Castronno, Buguggiate e Morazzone, oltre naturalmente al sindaco Attilio Fontana che è stato il promotore della nuova trovata; hanno mandato invece comunicazioni di adesione diversi sindaci impossibilitati ad arrivare a Varese in mattinata, tra gli altri quelli di Samarate, Tradate e Cardano al Campo, oltre a quelli di piccoli e piccolissimi comuni dell’alto varesotto.«Ci serve l’aiuto della gente», ha dichiarato Fontana, «per questo ho subito accolto l’idea del consigliere Emanuele Monti». Varese sarà la prima a scendere in campo chiedendo il 5 per mille, e sono già pronti opuscoli informativi e materiale vario che arriverà direttamente nella cassetta delle
lettere spiegando perché vale la pena di destinare in tal modo i propri soldi e come procedere concretamente. «Non è una guerra tra poveri contro le associazioni come ha detto qualcuno – ha poi sottolineato il sindaco – Ci rivolgiamo a chi non ha mai specificato a chi dare quella quota. È un modo concreto per aiutare il territorio». Indirizzare la tassa comunque sottratta dal proprio reddito all’ente locale significa far restare a Varese dei soldi che altrimenti finirebbero a Roma nelle casse dello Stato. Nel 2006, ad esempio, grazie alle 1.578 persone che hanno assegnato il 5 per mille al Comune, i servizi sociali hanno ottenuto 78mila euro, utilizzati poi per acquistare due minibus per il trasporto dei disabili. Le difficoltà intanto si moltiplicano di anno in anno. A Varese nel 2009 sono serviti 13 milioni e 253 mila euro, l’11% delle spese complessive del Comune, per ricoverare in comunità 57 bambini e 31 disabili, mantenere in casa di riposo 141 anziani, assistere a domicilio 90 anziani non autosufficienti, 25 disabili e 70 minori in difficoltà, dare sostegno economico a 206 anziani, 50 disabili, 150 famiglie con minori a rischio, 50 adulti indigenti, dare assistenza psicologica, accompagnamento sociale, aiuto lavorativo ad oltre un altro migliaio di persone.Francesca Manfredi
s.bartolini
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